Il dolore
Fondazione unica, il Comune rassicura
Ragghianti: non ci saranno ripercussioni sull’occupazione
LUCCA. In prospettiva potranno essere esaminati ulteriori ingressi di soggetti sia pubblici che privati nella “fondazione unica” (Teatro del Giglio, Itinera e Opera delle Mura, forse anche altro) la cui costituzione è allo studio dell’amministrazione comunale. E, una volta messa a punto, potrà “fruttare” risparmi al suo unico socio (il Comune). Ma quanto alla tutela del lavoro degli attuali dipendenti (del teatro e degli altri enti coinvolti) è sempre il Comune a rassicurare: non ci saranno vittime.
Sono, in sintesi, i punti essenziali del lungo commento dell’assessore alla cultura Stefano Ragghianti sulla questione che ha fatto insorgere non più tardi di ieri i sindacati dei lavoratori del teatro, sul piede di guerra perché diffidenti verso un progetto «ancora molto lacunoso», come lo definisce Simone Tesi della Slc Cgil.
«Quella che impropriamente viene chiamata “fondazione unica” riguarda una nuova organizzazione di strutture e strumenti cittadini di produzione della cultura, di organizzazione degli eventi, di tutela e valorizzazione dei beni culturali e di accoglienza e promozione del turismo», dice Ragghianti della costituenda fondazione, «un progetto complessivo di carattere strategico e di ampio respiro e non una ristrutturazione aziendale di cui non vi è stretta necessità, almeno nel breve periodo. Come noto, i soggetti potenzialmente interessati non hanno particolari problemi economici essendo ben gestiti. L'operazione punta invece a un ampio rilancio prospettico delle attività in una visione unitaria e sistemica della città come città della cultura, di eventi e di un prodotto turistico consapevole e mirato, fatto non solo di bellezze storiche e artistiche, ma di un'offerta turistica che combini insieme beni materiali e immateriali».
«In una prima fase l'operazione è strettamente dell'amministrazione - prosegue Ragghianti -, perché tutti i soggetti interessati sono di proprietà pubblica. In prospettiva potranno essere esaminati ulteriori ingressi di soggetti sia pubblici che privati interessati. È l'attuale configurazione di azienda speciale Teatro del Giglio, caso unico in Italia, a rendere impossibile ogni intervento esterno».
Secondo l’amministratore, «una tendenziale unificazione di soggetti potrà comportare risparmi ed economie di scala, migliore utilizzo di risorse, compensazioni tra settori di attività, specialmente in un'ottica di medio-lungo periodo, dove appare difficile pensare a incrementi di risorse pubbliche. In questo contesto i lavoratori interessati dovranno trovare non solo maggiori certezze di oggi, ma anche prospettive interne più interessanti, ferme restando le proprie specificità e professionalità, che in un soggetto più ampio non potranno che essere valorizzate».
«Un percorso non breve -è ancora Ragghianti che parla - che dovrà difendere le singole attività e integrarle e rafforzarle in una visione unitaria. Il nuovo soggetto sarebbe ovviamente anche più forte nelle politiche di raccolta fondi nonché con tutti gli interlocutori esterni: un progetto complesso, progressivo e dall'esito non scontato che chiede l'esame di molteplici discipline, a cominciare dalle norme in materia di partecipate pubbliche, di art bonus, di teatri di tradizione, di leggi sul turismo e cosi via». E in ultimo anche il monito: «L’unica paura da avere è la paura stessa».
Parole che trovano conferma nel brevissimo commento rilasciato da Manrico Ferrucci, direttore generale del Teatro del Giglio: «La fondazione è un’operazione in cui il rischio è limitatissimo, ad oggi quasi impossibile da vedere. In una prospettiva di domani, piuttosto, il rischio lo vedo nell’immobilismo».
Rassicurazioni che però non bastano al sindacalista Tesi della Cgil.
«Temiamo - spiega - che con questa operazione il teatro perda identità con il cambiamento di ragione sociale. Le mancate risposte dagli interlocutori ci hanno confermato che questi timori non sono peregrini. È noto che i dipendenti del teatro hanno dato e fatto molto per contribuire a un meccanismo che generasse risparmio per il Comune: l’organico è diminuito di quattro addetti, un tecnico è ancora da stabilizzare. Noi vogliamo patti chiari, anche a proposito delle maschere: ci opponiamo, se sussistesse, a qualsiasi ipotesi di esternalizzazione». Altro rischio della trasformazione in fondazione, secondo Tesi, la possibilità di attingere a finanziamenti statali, di cui invece adesso il Giglio riesce in parte a beneficiare.
Barbara Antoni
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