Il Tirreno

Lucca

Le donne vincono con passione e tenacia

di Barbara Antoni
Le donne vincono con passione e tenacia

San Micheletto gremito per l’incontro sulle carriere e il potere al femminile, sulle storie di successo. E sulle molestie

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LUCCA. Sono donne che non si sono fermate davanti agli ostacoli. Che hanno ignorato il ceffone ricevuto dal padre all’annuncio di voler intraprendere la strada della regista, che sono andate avanti dritte e con tenacia nel voler fare un mestiere “da uomo” come quello del giornalista sportivo, che non si sono lasciate influenzare dal pensiero comune nel volersi cimentare nel volo in parapendio, che hanno seguito il proprio entusiasmo, grinta e determinazione, la propria curiosità per diventare giornalista, che sono entrate in punta di piedi in un ambiente, come quello del cinema, consapevoli delle proprie capacità: quando gli altri si sono accorti del loro valore, avevano già acquisito troppo potere. La prima è una regista, la fiorentina Cinzia Th Torrini, antesignana nel genere femminile per una carriera come la sua: il ceffone dal padre fu lei a prenderlo. La seconda è Paola Ferrari De Benedetti, troppo famosa per presentarla: la prima conduttrice donna della Domenica sportiva. La terza è Laura Mancuso, prima donna pilota col brevetto per il parapendio. La quarta, anche lei ultrafamosa, è Concita De Gregorio, giornalista a tutto tondo, fra le firme più autorevoli di Repubblica, oltre che già direttrice de L’Unità, scrittrice, più di recente autrice di programmi televisivi d’inchiesta e anche produttrice cinematografica. La quarta Stefania Ippoliti, presidente di Italian Film Commissions. E non ultima c’è Martha De Laurentiis, moglie dello scomparso produttore Dino: una donna che ha cominciato da zero per essere oggi produttrice di successo.

Sono tutte “Donne che oltrepassano le barriere” come recita il titolo della tavola rotonda “tra letteratura, cinema e realtà sociale” che ieri sera (11 aprile) nell’auditorium di San Micheletto, nell’ambito del Lucca Film Festival - Europa Cinema, coordinate dalla giornalista Silvia Bizio, hanno contribuito con i loro racconti, esperienze e riflessioni ad animare un incontro di approfondimento su un tema importante quanto dibattuto e a volte “scontato” come quello sulle donne che ce la fanno, perché ce la fanno e come ci sono riuscite. Un dibattito che dal 10 ottobre 2017 deve fare i conti anche con le rivelazioni sulle molestie subite da tante donne di successo nel mondo del cinema, altre donne “che oltrepassano le barriere” per il loro coraggio e determinazione: da Asia Argento in poi, che ha rotto il muro di omertà, quante hanno denunciato ricatti e violenze da parte di uomini che potevano avere in pugno il loro futuro, le loro carriere: primo (e principale) accusato il produttore Harvey Weinstein.

Il dibattito “andato in scena” in San Micheletto è stato interessante quanto arricchente, leggero quanto profondo, e soprattutto mai “scontato”. Perché al pubblico (foltissimo, la sala era gremita) sono stati presentati, semplicemente, brani di vita vissuta, spesso e volentieri da “ragazze impertinenti” che volevano soltanto conquistare il proprio sogno, raggiungere il proprio traguardo.

«Mai avuto santi in paradiso, mai accettato compromessi - racconta la regista Th Torrini -. L’importante per me è la qualità del mio lavoro. Se avessi chiesto qualcosa a qualcuno avrei dovuto accettare compromessi». «Non sono mai stata un uomo. Mi sono sempre sentita una persona - è la testimonianza di Concita De Gregorio -. Mi è piaciuto vivere con le difficoltà, ma sempre anche con grande passione per quello che ho fatto». E poi, intervenendo sull’assunto per una lunga epoca indiscusso come quello che «il capo è un uomo», mette in rilievo come per una donna determinata a intraprendere una carriera “difficile” la bellezza può essere un problema anche grandissimo. «Essere bella è una minaccia. Quello che è successo in America, è accaduto perché quando devi presentarti davanti c’è un uomo. E qui interviene il tema della mediocrità: il direttore non sceglierà te se sei più brava di lui, perché gli faresti ombra. Sceglierà uno meno bravo di lui: è con questo meccanismo che la classe dirigente si è impoverita».

Il dibattito è vivace; giungendo a conclusione arriva al tema della sfida per il futuro. Lo pone Paola Ferrari De Benedetti. «Abbiamo avuto anche figlie femmine che saranno poi, spero, la nuova classe dirigente, con ruoli mi auguro importanti, decisionali. Come sarà questa nuova classe di potere al femminile?. Cominciano ad esserci le donne in alcune “stanze del capo”: come si stanno muovendo? Abbiamo insegnato alle nostre figlie ad essere giuste?». «Secondo me - chiude Stefania Ippoliti - il passaggio di verifica sarà vedere come sono cresciuti i nostri figli maschi».

Un dibattito che potrebbe non finire mai. L’ultima parola è quella di Anna Lanave, una delle curatrici del libro #quellavoltache Storie di molestie. Le ultime immagini quelle che scorrono nei trenta (crudi) secondi dello spot “Disappear”, contro la violenza sulle donne, firmato dal regista Andrea Manni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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