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Lucca

“Dire bravo non serve”, il libro di Marco Orsi

“Dire bravo non serve”, il libro di Marco Orsi

Il volume scritto dal dirigente dell’istituto comprensivo 5 sarà presentato sabato nella scuola Da Vinci

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LUCCA. “Dire bravo non serve”. Ne è convinto il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Lucca 5 nonché l’ideatore del progetto “scuola senza zaino”, Marco Orsi tanto che questo principio per lui sacro è diventato anche il titolo del suo ultimo libro, edito da Mondadori, che sarà presentato questo sabato, 14 aprile, alle 17 nella sede della scuola media Da Vinci (Piazza Aldo Moro, 185 San Concordio). In questa occasione Orsi sarà intervistato da Mariella Ferri, genitore e presidente del consiglio d’istituto Lucca 5 e da Maurizio Maltese, insegnante e scrittore. «Il libro è rivolto sia ai genitori che agli insegnanti - spiega Orsi - e si basa sul rapporto adulto-bambino. Dire bravo non serve perché bisogna uscire dalla dicotomia lode-reprimenda. Troppi complimenti creano una dipendenza del bambino dall’adulto e questo impedisce che il bambini raggiunga la sua autonomia».

Inoltre, sempre secondo il dirigente scolastico, «dire bravo significa dare un giudizio sulla persona e questo fa passare in secondo piano l’impegno che il bambino ci mette in quella determinata attività. Se proprio si vuole trovare un modo per gratificarlo e mostrare interesse per ciò che ha fatto è meglio usare la formula: “Ho visto che ti sei impegnato in modo proficuo... o comunque porgli delle domande su quel che ha fatto a scuola».

Il libro propone dunque non solo un nuovo approccio alla scuola ma anche dei consigli pratici rivolti sia agli insegnanti che ai genitori.

«I bambini sin da piccoli - aggiunge Orsi - vanno abituati a prendere in mano la propria vita. Occorre responsabilizzarli in mille maniere, anche mettendoli di fronte alle difficoltà. Gli ostacoli non vanno eliminati e i fallimenti non sono qualcosa di negativo. È così che si matura e si diventa grandi. Anche per questo “dire bravo non serve”».

Uno spunto questo che porta il dirigente a un’altra riflessione che ha a che fare con il rapporto attuale tra i genitori e la scuola. «I genitori difendono troppo i loro figli - dice Orsi - questo perché vedono solo i pregi e non vogliono ammettere che possono avere, come tutti, anche dei difetti. In questa maniera però si trasmette un messaggio di onnipotenza ai bambini e questo non va bene». Il suo ragionamento tocca anche l’aspetto della “cultura del voto”. «Non è molto produttiva - conclude - bambini e ragazzi lavorano per avere voti belli. È la stessa gratificazione che deriva dal dire loro “Bravo”. Invece bisogna studiare perché è bello imparare e non per prendere un bel voto da esibire. Anche gli insegnanti ovviamente devono fare la loro parte e trovare il sistema per far appassionare gli studenti più alla materia che al bel voto».

Al termine della presentazione del libro di Marco Orsi è previsto un buffet.

(f.s.)

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