Il dolore
Conti correnti più ricchi per i risparmiatori lucchesi
La media è di 29.300 euro: in Toscana siamo secondi solamente a Siena Aumentano anche gli impieghi, mentre è ridotto il ricorso al credito al consumo
LUCCA. Ventinovemiladuecentottantasette euro. È il deposito medio pro capite in provincia di Lucca, al 31 dicembre 2017. Dato “buono” perché nel panorama toscano Lucca è seconda in questa voce solo a Firenze. E buono anche perché è il primo di una serie di indicatori sul risparmio e sull’impiego (di famiglie, ma anche di aziende) che riportano il nostro territorio a “prendere il volo”.
Emerge dal convegno annuale sul credito che si è svolto ieri mattina (11 aprile) nell’auditorium della Camera di Commercio, introdotto dal presidente Giorgio Bartoli e con la relazione di Giuliano Dini, già direttore della filiale di Lucca della Banca d’Italia. A fronte del dato positivo sul credito però Bartoli mette sul piatto un elemento che preoccupa nello scenario di imprese e famiglie: l’incertezza politica del Paese. «Le recenti elezioni politiche - spiega - finora non hanno influenzato negativamente il mercato finanziario. Ma questa situazione non si può prolungare. L’incertezza a livello aziendale è la circostanza peggiore: meglio una notizia negativa ma certa. Mi auguro che la ricerca di accordi vada in porto, che si ottenga una fiducia e che si trasmetta al Paese».
Tra le tante incertezze, per l’economia italiana e locale, Bartoli fa notare anche quella del mercato americano a seguito «della nuova politica dei dazi, una sorta di protezionismo, introdotta da Trump». Il modello sul quale si sofferma è quello della Cina, «seconda potenza mondiale economica che basa la sua politica dei dazi sulla reciprocità. In Europa invece non succede niente».
Il 2017 è stato un anno proficuo per l’economia della provincia di Lucca: «Cartario stabile, dato quindi positivo; meccanica per cartario in crescita con le nostre aziende nel novero dei player mondiali; la nautica di Viareggio, uscita dalla crisi, che ha instaurato collaborazioni con Carrara e Pisa. Rimane indietro il settore moda, il calzaturiero, e la vedo dura che si possa leggere un’inversione di tendenza. Se l’economia ha una linea crescente non ce l’ha, l’occupazione però ha sempre una tendenza negativa, come riporta il ministero del Lavoro», aggiunge Bartoli.
Sportelli tradizionali. I dati sulla liquidità però premiano Lucca e provincia. «La situazione è migliorata - spiega Dini -. Da anni il territorio era in posizione di svantaggio». Il territorio mostra ancora di privilegiare un rapporto tradizionale con le banche: in provincia gli sportelli fisici erano 223 al 31 dicembre 2017, allo stato attuale risultano 222, per 18 gruppi bancari in totale. Sportelli così suddivisi: 99 nella Piana, 86 nella Versilia, 19 in Mediavalle e 19 in Garfagnana. Ancora alto, rispetto alle medie nazionali, il rapporto fra popolazione e sportelli bancari: ce ne sono 57 ogni 100.000 abitanti, in pratica uno sportello “serve” 1.747 persone. Ma la prospettiva, spiega Dini, è di incoraggiare gli utenti a usare sempre più le modalità di comunicazione online fra utente e banca.
Raccolta del risparmio. Nel 2017, il sistema della raccolta (banche e posta) hanno messo insieme un plafond di 6.197 milioni di euro (+9,34% rispetto al 2016) di depositi, di cui 6.431 milioni attribuiti alle “famiglie consumatrici”, 468 alle famiglie artigiane, 1.668 alle imprese (con aumenti percentuali rispettivamente pari a 4,15 - 8,47 e 11,20 rispetto al 2016). Il risparmio pro capite a fine 2017 (29.287 euro, appunto) si è incrementato nei dodici mesi del 4,65%. In provincia di Lucca però il dato sui depositi totali è pari a 8,8 miliardi di euro. E in Toscana, a questa voce, «sopra Lucca c’è solo Siena - spiega Dini -. A gennaio 2018 inoltre i depositi risultano ulteriormente cresciuti del 5,57%». Cresce, secondo i dati forniti (tratti dalle informazioni statistiche della Banca d’Italia) anche la raccolta indiretta sul territorio provinciale, quantificata in totale a 6,005 miliardi di euro, di cui 4,961 riconducibili alle famiglie e 527 milioni alle imprese. La somma di raccolta diretta e indiretta dà un totale di 11,5 miliardi, con un aumento complessivo del 12,7% dal 2016 dopo anni di aumento modesto.
Impieghi. Il totale degli impieghi sul territorio provinciale risulta pari a 9,227 miliardi di euro nel 2017 (+2,7%), di cui 3,540 riguarda le famiglie consumatrici, 1,023 le famiglie artigiane produttrici, 5,388 le imprese (di cui 2,148 del manifatturiero, 2,766 dei servizi, 366 delle costruzioni). Negli impieghi «risultano in calo solo le imprese sotto i venti addetti - sottolinea sempre Dini -. In particolare risulta sempre in perdita il settore delle costruzioni».
Ricorso al credito. Una voce consistente in positivo, continua Dini «è quella del ricorso al credito per le aziende oltre i venti dipendenti; nel settore dei servizi poi l’aumento è ancora più sensibile. Il credito al consumo delle famiglie lucchesi invece risulta il più basso in Toscana: significa che le famiglie lucchesi se spendono lo fanno con moderazione e soprattutto solo se sicure della spesa. Nel 2017 la media di impieghi per famiglia è pari a 9.056 euro; anche per le famiglie produttrici Lucca mostra la propensione più bassa in Toscana all’indebitamento. L’aumento degli impieghi risulta dovuto principalmente ai finanziamenti a medio e lungo termine (consistenza a fine dicembre 2017: 7,780 miliardi, di cui il 37,4% in investimenti per macchine e attrezzature.
Sofferenze. Pari a 1,347 miliardi di euro a fine 2017, si sono ridotte in maniera rilevante (-22,3%), in linea con le direttive della vigilanza europea.
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