Il Tirreno

Lucca

L’antico negozio di Tenucci acquistato all’asta dalla nuora

di Luca Tronchetti
L’antico negozio di Tenucci acquistato all’asta dalla nuora

Elisabetta Pierallini moglie di Giorgio si regala l’immobile per la nascita del terzo figlio Il Comune non eserciterà il diritto di prelazione e il passaggio ci sarà prima dei 60 giorni  

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LUCCA. Una storia a lieto fine. Lo storico negozio Tenucci di via Fillungo finito all’asta in seguito al fallimento della «Fernando Tenucci» è stato acquistato all’asta (prezzo base 880mila euro all’incanto con ribasso del 25%) da Elisabetta Pierallini, figlia di Pierluigi fondatore di Tagetik, azienda lucchese di software venduta ad una multinazionale olandese, e moglie di Giorgio Tenucci, figlio di Umberto Tenucci, commerciante che ha guidato con successo la storica attività del centro e che, a breve, potrebbe essere ricollocato alla direzione di un esercizio che per oltre un secolo ha scandito i tempi dell’alta moda lucchese e non solo. La conferma arriva direttamente da Pierluigi Pierallini che si è detto molto soddisfatto del «regalo» che la figlia si è voluta fare proprio il giorno dopo aver partorito il suo terzogenito, Vittorio: «Sono contento anche dei vincoli che sono stati posti sul negozio e sull’arredamento. - ha affermato Pierluigi Pierallini - Vincoli che consentiranno di mantenere inalterata la preziosa immagine storica che da sempre contraddistingue il “Tenucci”. Qualunque attività si voglia avviare in quel fondo se ne dovranno rispettare le caratteristiche architettoniche, storiche e artistiche, perché non dobbiamo dimenticare che buona parte del successo del commercio tradizionale lucchese discende proprio dalla bellezza dei negozi tradizionali, un valore che a Lucca, più che altrove, ha trovato la sua massima espressione». Con l’acquisto all’asta del negozio storico si pone fine alla travagliata vicenda collegata al fallimento della società preceduto da un'inchiesta della Finanza per una presunta evasione da cui Umberto Tenucci e la moglie sono stati assolti dal tribunale per la parte penale.. NESSUNA PRELAZIONE

Il negozio potrebbe riaprire in fretta i battenti specie se, come pare scontato, il Comune (che non alcun interesse a farlo) non eserciterà la prelazione entro i 60 giorni di tempo. Anzi, dovesse rinunciarvi per scritto il pagamento del saldo e quindi l’aggiudicazione dell’asta avverrebbe prima dei 90 giorni decorrenti dall’avvenuta aggiudicazione.

PARTECIPANTI ALL’ASTA

Ieri mattina nello studio del commercialista Massimo Romiti, curatore del fallimento, si sono presentati sei competitor. Quattro locali, una società della provincia di Grosseto e una della Campania. Un noto avvocato civilista rappresentava i Pierallini. All’apertura delle buste c’è stata una gara al rilancio e alla fine il legale inviato dai Pierallini si è aggiudicato il lotto 1 (quello del negozio, mentre per il lotto 2, il magazzino, non c’erano altri competitor) con una cifra superiore al bando d’asta.

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