Il Tirreno

Lucca

Il traffico, spina dell’Arancio

di Flavia Barsotti

La nostra iniziativa al bar Morino: proposte e proteste dei residenti

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il viavai di veicoli che, in un flusso continuo, percorrono viale Castracani, nelle ore di punta, dà luogo a code e rallentamenti. E, insieme all’incuria, ai parcheggi insufficienti e alla scarsa manutenzione di una delle arterie più frequentate della città, contribuisce a generare malcontento fra chi, quotidianamente, vive o lavora nel quartiere dell’Arancio. È quanto denunciato dai nostri lettori durante l’iniziativa Caffè Tirreno che, ieri mattina, ha fatto tappa al bar Morino in viale Castracani.

«Da quando è stato aperto il sottopasso – esordisce Claudio Gianni – il traffico della via Romana e della via di Tiglio converge su viale Castracani, tanto che, in alcuni momenti, le file sono interminabili». Talvolta, infatti, anche solo uscire da un parcheggio diventa cosa ardua, come sottolinea Sergio Marchetti titolare del bar Morino.

Una questione, quella del traffico fra Arancio e San Filippo, che tocca da vicino anche Antonio Cinotti, residente che appoggia la proposta del senso unico in via di Tiglio e via Romana. «Il caos è generato dal doppio senso di marcia e dal passaggio a livello. Per non parlare delle difficoltà che incontriamo per entrare in via Ingrillini e andare verso la città». Ma la sua idea riguarda anche la viabilità in viale Castracani e nelle immediate vicinanze. «Per far defluire i veicoli, bisognerebbe eliminare il semaforo davanti al bar Morino. La prova ce l’abbiamo quando è spento o non funzionante: in questi casi, il traffico scorre più facilmente. Inoltre, sarebbe opportuno riaprire via Barbantini perché, soprattutto la mattina, si creano pesanti congestionamenti». In via Matteo Trenta, angolo via Campioni, poi, come segnala un residente, lo “stop” non viene quasi mai rispettato. La colpa? Le auto in sosta sulla segnaletica orizzontale «lasciate in curva e contromano che lo coprono quasi per intero. Un segnale inutile», secondo il residente, che contribuisce a generare confusione. Quasi quanto quello posizionato al termine della pista ciclopedonale di viale Castracani, all’angolo con via di Tiglio, che riporta una bicicletta sul marciapiede e un pedone sulla ciclabile. Un’immagine che, secondo il lettore, non restituisce certo l’impressione di una strada curata. A sostenere la tesi di un viale che necessita di maggiore attenzione, è anche Pietro Moretti che denuncia l’esistenza di alcuni lampioni probabilmente guasti.

«Viale Castracani è stato messo a verde al momento della riqualificazione – aggiunge Carlo Catelli, residente nella zona – e mai più manutenuto». Il problema delle aiuole, infatti, è un altro tema sentito. «Le piante sono un po’ misere e abbandonate» commenta ancora Claudio Gianni, a cui fanno eco una serie di clienti del bar Morino, tutti d’accordo sul bisogno di un intervento concreto ed efficace. «Senza considerare – proseguono – che in certi casi, quando si parcheggia l’auto a fianco di un’aiuola, non si ha spazio per scendere e si è costretti a mettere i piedi sulle piante. Perché non le hanno realizzate più strette?». Per non parlare di tutto quello che trova dimora fra uno stelo e l’altro. Bottiglie, lattine, fazzoletti, bicchieri in plastica gettati ovunque non sono un bel biglietto da visita per un viale riqualificato pochi anni fa. Non che sia una giustificazione a un gesto d’inciviltà dei fruitori che non può essere tollerato, ma a contribuire a questa situazione è la mancanza di cestini per la strada. «Dovrebbero collocare qua e là dei contenitori per i rifiuti – prende la parola Severino Lazzarini – visto anche il numero di attività in questo tratto. Ogni mattina un operatore di Sistema Ambiente viene a pulire la strada, ma dopo un’ora la situazione torna quella di prima». Una questione denunciata anche da Antonio Scarparo che sottolinea la presenza nelle aiuole anche di escrementi di cani. «In via Don Lazzeri, poi, dove abito, trovo spesso i sacchetti dell’immondizia altrui accanto al mio secchio per il porta a porta. E certe volte, per la sosta selvaggia, non riesco nemmeno a uscire dal cancello di casa». Per qualcuno che ferma la macchina ove non consentito, c’è anche chi, in via Matteo Trenta si fa spazio nei posti gialli a colpi di retromarcia. «Fra uno stallo e l’altro – conclude un residente – sono spariti gli alberelli che erano stati messi a dimora, abbattuti dalle auto. Ci vorrebbe un’attenzione maggiore per il verde».

Il signor Moretti inoltre porta all’attenzione una questione non da poco: il tempo utile concesso dal semaforo in viale Castracani per attraversare. «Ho misurato col cronometro i tempi: il verde non dura oltre i quattro-cinque secondi, il giallo non più di otto-nove. Mi domando come possa una persona che non cammina bene attraversare questo ampio viale in così pochi secondi». E poi, anche lui, sottolinea che «è ora di installare nuovamente i cestini. Furono tolti con i lavori di recupero del viale: dopo però non sono stati sostituiti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web