La manifestazione
Su viale Puccini c’è il far west del parcheggio
L’allarme dei negozianti: poche aree di sosta, dischi orari ignorati e vigili che non si vedono
LUCCA. Percorrendo viale Puccini all’ora della pausa pranzo, capita di vedere cose che attengono più al gioco dello Shangai che alla viabilità. Qui l’arte tutta italiana del parcheggio “creativo” trova il suo apice. L’arteria che attraversa il quartiere di San Anna, il più popoloso di tutta Lucca, è congestionata dalle auto in sosta su ambo i lati della strada. Una questione annosa e ad oggi irrisolta, che si è cercato di fronteggiare in parte con gli stalli a pagamento, in parte con quelli bianchi a disco orario, in parte con una linea bianca oltre la quale non si potrebbe parcheggiare. Ma che di fatto risulta invisibile agli occhi di chi sta al volante. Parafrasando Shakespeare si potrebbe dire che la caccia al parcheggio ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E tanto meno il codice della strada.
Vittime di questo far west della sosta sono gli esercenti che lavorano lungo la strada, penalizzati dall’assenza di parcheggi e da auto lasciate per giorni nello stesso stallo, senza darsi cura del disco orario. «Ma tanto i vigili qui non passano mai – racconta Patrizia Di Gaetano, del negozio Henné multishop che vende parrucche e prodotti per capelli – Le persone che abitano a ridosso della strada, se trovano un posto libero ci si “fiondano” e abbandonano l’auto anche per una settimana. Ho provato a far presente che c’è il disco orario ma come risposta ho ricevuto solo borbottii di disappunto. In passato ho chiamato la Municipale: hanno preso nota ma non è cambiato niente».
Gli affari andavano anche peggio quando Patrizia aveva il negozio sull’altro lato della strada: «Lì sì che non c’era mai posto, non c’è neppure il disco orario – racconta – Io stessa andavo a parcheggiare in fondo a via Paganini, a un paio di chilometri di distanza e per di più in una zona poco raccomandabile. Tant’è che spesso ho trovato l’auto ammaccata e graffiata. In ogni caso non l’ho mai lasciata per un’intera giornata di fronte a un negozio perché so che quel posto serve a chi deve lavorare». Da un annetto Patrizia ha preso un fondo sull’altro lato di viale: sul retro c’è un piccolo parcheggio per i clienti. «Ma in pochi vedono il cartello», dice.
La zona è piena di uffici (banche, posta), negozi e attività di vario genere. Oltre a diversi bar. Il problema parcheggi tocca tutti. «Una volta ho chiamato la polizia perché davanti alla mia attività c’era la stessa macchina da 15 giorni – racconta Michele Bertolucci del Tabaccaio Matto – Non hanno potuto farci niente (se l’auto non è rubata devono passare 60 giorni perché la si possa rimuovere, ndr). È un problema annoso e temo irrisolvibile: non ci sono spazi».
Lungo il viale ci sono anche le strisce blu degli stalli a pagamento: servono a incentivare la rotazione di più auto su uno stesso stallo. Iniziano dopo il distributore Eni, all’altezza del Baby Bar. «I vigilini di Metro passano abbastanza – dice dal bancone Barbara Entradi, – mentre quelli della municipale si vedono poco. Una volta sono venuti e hanno fatto la multa a un signore che aveva lasciato l’auto davanti al suo cancello...». C’è chi invoca maggiori controlli ma non tutti sono d’accordo. «Lasciamo stare – dice un negoziante che vuole rimanere anonimo – Se vengono i vigili a fare le multe, allora sì che non si ferma più nessuno».
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