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Lucca

a palazzo ducale 

Studenti contro l’azzardo

Studenti contro l’azzardo

Incontro finale del progetto per i ragazzi delle superiori

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LUCCA. È intitolato “Mind the Gap” l'appuntamento in programma domani alle 19,30, in sala Tobino a Palazzo Ducale, rivolto agli studenti delle scuole superiori e che ha per argomento il fenomeno del Gap, acronimo di Gioco d'azzardo patologico, tema sul quale verte il corto-documentario realizzato da un gruppo di studenti guidati da Simone Guidi nell'ambito del bando “Uno spazio per le idee” promosso dalla Provincia e finanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca.

“Mind The Gap”, appuntamento conclusivo del progetto su tale problematica, sarà l'occasione per riflettere su un fenomeno dilagante negli ultimi anni in Italia diventando, appunto, in molti casi, una vera e propria forma di patologia, una dipendenza comportamentale. Si calcola che il gioco d'azzardo, tra le poche ”industrie” in forte espansione nel nostro Paese, abbia un fatturato legale di circa 80 miliardi di euro all’anno, a cui vanno aggiunti i circa 10 miliardi di quello illegale. Le persone dipendenti dal gioco in Italia – tra poker, videopoker, slot machine, gratta e vinci, lotto, superenalotto, sale bingo e vari giochi on line – secondo le più recenti ricerche supera il milione di unità. Il progetto di questi giovani, per la valenza positiva dei messaggi affrontati dai ragazzi, ha ottenuto un finanziamento all'interno del bando provinciale "Uno spazio per le Idee " ed è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Inoltre i giovani hanno avuto la supervisione, per i contenuti trasmessi nel video, del Ser.D. di Lucca di cui è responsabile la dottoressa Ellena Pioli. In particolare a svolgere questa funzione di controllo dei contenuti sono stati gli operatori dell’ambulatorio Gap coordinati dalla dottoressa Patrizia Mannari. L’equipe multiprofessionale dell’ambulatorio (psicologo, psichiatra, educatore professionale, infermiere professionale) opera a livello integrato per la cura dei pazienti affetti da tale patologia e per i loro familiari. Solo nel 2017 si sono rivolti al servizio 91 persone, di cui 76 maschi e 15 femmine.

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