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Ex Alce, il Comune chiude all’albergo

Ex Alce, il Comune chiude all’albergo

Per il sindaco Michelini si tratta di «un libro delle favole». Giambastiani: «Non dobbiamo fare errori»

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BAGNI DI LUCCA. Non s’ha da fare il megaprogetto che un gruppo di investitori e tecnici lucchesi hanno proposto all’amministrazione comunale per recuperare l’area ex Alce di Fornoli, facendone un polo di attrazione turistico-alberghiero, con un grand hotel e centro benessere, legato agli stabilimenti termali storici che lo stesso gruppo vorrebbe recuperare per un grande rilancio di Bagni di Lucca e della Val di Lima. Per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Paolo Michelini si tratta però di un libro dei sogni, di un’opera faraonica la cui concretezza sfugge. A chiarire senza possibilità di equivoci la posizione dell’amministrazione comunale è stato l’intervento dell’assessore Carlo Giambastiani a conclusione dell’incontro con la popolazione nel ristorante La Lanternina di Fornoli per illustrare i nuovi interventi che saranno effettuati nel paese.

Ad una precisa domanda arrivata dal pubblico sul megaprogetto presentato, tra gli altri, dall’ex sindaco di Borgo a Mozzano, Francesco Poggi, Giambastiani ha risposto: «Sono ben felice di chiarire. Si tratta di uno dei siti più grandi (forse il più grande) in cui potrebbe essere fatto qualcosa per un rilancio di Bagni e non solo». Il megaprogetto alberghiero, per Giambastiani e l’amministrazione comunale è quindi «un libro delle favole chiuso. Anche se l'area sta diventando un monumento archeologico industriale. A Bagni di Lucca abbiamo già visto in passato arrivare tanti master plan finiti poi nel nulla. C'è stato un contatto, anzi più contatti con un gruppo di imprenditori e professionisti, ma si è trattato di un semplice scambio di opinioni. Dobbiamo fare un passo alla volta per non cadere in errori. L' area è la più bella e importante del territorio, vedremo. Ci sono stati più incontri anche con i proprietari». Intende quindi agire con estrema cautela l’amministrazione comunale e sembra che dopo l'incontro col gruppo di proponenti, il progetto turistico sia già finito nel dimenticatoio. Piuttosto lapidaria infine l’affermazione del sindaco Michelini, il quale ha aggiunto: «Sono passati diversi libri, per bambini, per ragazzi e per adulti, ma bisogna tenere i piedi per terra e chiudere i libri delle favole. Quel progetto è una segreta speranza, ma il libro per ora è chiuso».

Nell’aria torna intanto l’ipotesi che quell’area possa essere in qualche modo bonificata e reindustrializzata, anche se per anni la popolazione si era battuta per far cessare la produzione dell’Alce a tutela della salute pubblica. Sul sito aveva messo gli occhi un gruppo che proponeva la realizzazione di un impianto per lo smaltimento degli scarti del legno in grado di produrre energia, ma poi gli investitori si erano ritirati. Interesse era arrivato anche da operatori del settore della grande e media distribuzione, ma poi l’ipotesi della’arrivo di un centro commerciale era stata scartata.

Emanuela Ambrogi

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