La manifestazione
Una comunità divisa dalla striscia d’asfalto
Tra auto a tutta velocità, buche e marciapiedi inesistenti
LUCCA. La città è laggiù, in fondo a quella strada. Fisicamente non è lontana eppure, qui, sembra di essere proiettati in un altro tempo. Tra villette dal giardino curato, campi coltivati tutto attorno, e persino vecchi complessi industriali (molti dei quali abbandonati, ma lo stesso affascinanti e in grado di far impazzire qualunque appassionato di archeologia industriale) sembra di essere in un piccolo paese di campagna. Piccolo per modo di dire, perché in quell’angolo di Lucca compreso tra la statale del Brennero e il Capannorese, vivono circa 5mila persone, concentrate nei paesi di San Pietro e di San Cassiano a Vico. Eppure il clima è quello, di un luogo dove tutti si conoscono, e dove i ritmi della vita sono più sereni. Un’oasi di pace? Potenzialmente potrebbe essere così. Se non fosse per quel grosso problema, quello che emerge con forza tra e da quasi tutte le segnalazioni arrivate dagli stessi residenti che, ieri mattina, si sono trovati al nuovo appuntamento del Caffè Tirreno, al Bar Italia, punto di riferimento per gli abitati della zona così come la sua storica proprietaria, Antonietta Bernicchi.
Il problema è davanti a noi, la strada su cui si affaccia il bar: via delle Ville. Auto che sfrecciano a tutta velocità accanto a pedoni costretti a trasformarsi in sogliole vista la pressoché totale assenza di marciapiedi, ciclisti che devono stare attenti alle buche e ai camion che passano loro accanto.
«Sono anni che chiediamo al Comune di mettere in sicurezza il centro abitato – esordisce Roberto Pardini, da tempo in prima fila per chiedere più attenzione per il quartiere – tra l’ufficio postale e Corte Cisterna siamo un unico nucleo abitato, con 16 attività commerciali, ma dobbiamo convivere con macchine che viaggiano a tutta velocità e sorpassi azzardati, con tutti i rischi che questo comporta per chi va in un negozio, per i bambini che vanno al campino, per le persone che vanno in chiesa. Servirebbero tante cose, e le abbiamo dette anche al sindaco. Servirebbe ulteriore segnaletica che segnali il centro abitato e inviti a rallentare (un segnale del genere con i lampeggianti ci sarebbe pure, ma è guasto ndr). Anche quel breve tratto di marciapiede che c’è è ormai degradato». Addirittura, paradossalmente, l’unico pezzetto di marciapiede presente è potenzialmente più pericoloso del... nulla, visto che, all’altezza del passaggio pedonale (ed è così da mesi) il cordolo è rotto e rischia di far cadere un eventuale pedone proprio in mezzo alla via. Ma quello delle strade scambiate per piste di Formula Uno è un problema un po’ ovunque: «In via Tognetti corrono come dei pazzi – racconta Santi Ciabatti – il limite è di 50 all’ora, ma la maggior parte va tranquillamente oltre gli 80». Un rischio che, nelle ore notturne, cresce esponenzialmente, vista l’illuminazione pubblica assente in più punti. Per esempio proprio accanto al marciapiede rotto citato sopra (una raccolta firme per chiedere un punto luce risale addirittura al 2001), o in via di Tognetti: «L’incrocio con via Fonda (dove vi sono numerose abitazioni ndr) è completamente al buio – segnala Giovanni Pucci – e mia moglie ha paura a muoversi da sola, anche per andare alla chiesa lì vicino».
E se i pedoni rischiano, non va meglio agli automobilisti, perché anche qui, un po’ ovunque, le strade sono malridotte: «Via delle Ville è piena di buche, così come la Santissima Annunziata – racconta Aladino Franceschi – con una macchina normale non la puoi percorrere, ci vuole un fuoristrada». Intervenire sulle strade potrebbe rivoluzionare in meglio la vita di un’intera comunità. Costa troppo? Ok, in attesa di trovare le risorse necessarie però si potrebbe già fare molto cercando di far rispettare le regole, magari mandando qualche pattuglia della polizia municipale a controllare i limiti di velocità. Invece qui i vigili – e questo è un altro leit motiv – si vedono pochino, anche quando vengono chiamati. Come accade, per esempio, in via dei Massagli: «Approfittando dell’assenza di dossi questa strada viene usata da gruppi di ragazzi che, su motorini “smarmittati”, si divertono a fare le corse – racconta Lucia Parenti – creando pericoli e rumori, e ora che si avvicina la bella stagione il problema è destinato ad aggravarsi. E andare dai vigili o chiamarli finora non è servito a nulla».
Ma tutto sta nell’appello che sempre Pardini gira ad Alessandro Tambellini: «Signor sindaco, le vogliamo riqualificare queste periferie?».
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