Il Tirreno

Lucca

Il ministero: ridurre le emissioni a Maggiano

di Luca Cinotti
Il ministero: ridurre le emissioni a Maggiano

Nell’ok al progetto “light” prescrizioni per abbattere l’elettrosmog nel tratto che da oltre dieci anni protesta per la presenza dei tralicci

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LUCCA. Fra gli “sconfitti” nella partita intorno all’elettrodotto di Terna ci sono - almeno fino ad ora - gli abitanti di Maggiano. La soluzione indicata dalla Commissione tecnica del ministero dell’ambiente, infatti, non sposta il problema, cioè i tralicci, dalle loro teste. Tuttavia, proprio i tecnici del ministero segnalano che qualche intervento su questa situazione deve essere fatto. E invitano Terna ad adoperarsi per far rientrare i valori sotto l’obiettivo di tre microtesla.

Tutto questo, ovviamente, al netto della decisione finale del ministro (chiunque sarà nelle settimane prossime) che dovrà tener conto anche del parere negativo di un altro dicastero, quello dei beni culturali, che ha bocciato tutte le quattro alternative presentate da Terna.

Maggiano, dunque. Il luogo da dove tutto parte. Perché lì, a partire dal 2005, si è formato un combattivo comitato che alla fine sembrava aver raggiunto l’obiettivo di far spostare i tralicci verso ovest. Fino a quando Terna non ha presentato le sue tre alternative al progetto originale, compresa quella poi scelta dal ministero che lascia tutto com’è, aggiungendo 1,35 km di derivazione per raggiungere la nuova stazione a Filettole. D’altra parte, Terna ha sempre sostenuto che il tratto di Maggiano del La Spezia-Acciaiolo rientra nei limiti di legge. E che il suo spostamento sarebbe stato un effetto collaterale (seppur positivo) dell’esigenza principale, quella di alimentare la rete locale di Lucca. Tuttavia, il ministero dell’ambiente pare adottare un’altra prospettiva. E chiede - anzi, prescrive - a Terna, in caso di definitivo via libera al progetto, di impegnarsi anche sul tratto tra i sostegni 109 e 121, quello che il progetto originale prevedeva di spostare e che comprende l’attraversamento di Maggiano. Questa modifica - scrive il ministero - «avrebbe potuto apportare una significativa riduzione dell'esposizione della popolazione residente». Ma, visto che, non ci sarò, si chiede a Terna che «in fase di progettazione esecutiva e prima dell’avvio dei lavori» presenti «uno studio dettagliato che indichi le soluzioni proposte per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici dei recettori ricadenti in tale tratte. Lo studio dovrà in particolare riportare i livelli di esposizione attuali, l’indicazione delle soluzioni proposte, la valutazione previsionale dei livelli futuri e la fattibilità dell’intervento. Tra le soluzioni che dovranno essere valutate, il proponente (cioè Terna, ndr) dovrà considerare anche interventi di abbattimento del campo magnetico in tempo reale, in relazione al massimo carico istantaneo transitante nella linea, mediante un sistema di loop per la generazione di controcampi tali da assicurare l’abbattimento significativo dei valori attualmente registrati, con l’obiettivo di rientrare nei limiti dei 3 microtesla».

Al di là dei tecnicismi, dunque, il ministero chiede a Terna di lavorare anche su Maggiano. Così come, probabilmente, farà anche il Comune di Lucca, che intende trovare una soluzione al caso-Maggiano. Magari riportando in auge la questione dell’interramento del tratto, possibilità che Terna ha sempre escluso.

Di tutto questo si parlerà venerdì prossimo nell’incontro convocato per le 21 al centro polisportivo di Nozzano da un gruppo di abitanti della frazione del castello.

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