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Edilizia, arrestato imprenditore «Sono stato raggirato»

Edilizia, arrestato imprenditore «Sono stato raggirato»

Il titolare della Valserchio implicato in un singolare episodio Avrebbe tentato di rubare un ponteggio. Ma lui si difende

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PONTEDERA . Suo fratello dice che è stato truffato da un certo Fabio. Da una persona in malafede che si era finta proprietaria di un cantiere edile in abbandono a Pontedera, dove c’era un ponteggio in vendita.

Potrebbe essere questa la spiegazione di una vicenda paradossale: un imprenditore edile che dà lavoro a 75 famiglie della Lucchesia (Artan Pilavi) che venerdì pomeriggio viene arrestato per il tentato furto di un ponteggio, che in realtà lui voleva acquistare, tanto che come prova porta un assegno da lui firmato. Pilavi – 46 anni, italiano di origini albanesi – è a capo del colosso Valserchio Costruzioni di Barga, 75 dipendenti (di cui 60 operai). Un’azienda dalle spalle forti, che lavora in tutta Italia, tirata su nel tempo insieme al fratello Altin Pilavi. Opere ovunque, a Monzuno (il municipio), a Pisa (nel quartiere Cep), a Bologna, ma anche a Firenze dove si è occupata del progetto dell’ex carcere delle Murate, premiato per la sua bellezza a livello internazionale. Secondo l’accusa Pilavi – che dice di essere arrivato con un camion per la compravendita – avrebbe tentato di rubare del materiale edile nell’area abbandonata vicino alla Coop di via Terracini, a Pontedera. Forse un ponteggio. I carabinieri pattugliavano la zona da giorni: avevano notato dei movimenti sospetti. Poi venerdì c’è stato l’arresto, ieri mattina convalidato dal giudice che ha subito rimesso in libertà il costruttore. «Il pm non ha ritenuto che ci fossero gravi indizi di colpevolezza – commenta l’avvocato, Giovanni Bianchini – e tutto poteva concludersi già ieri con un’assoluzione». «Siamo persone perbene e in Italia da quando siamo bambini – commenta il fratello del titolare della ditta di costruzioni, Altin Pilavi – sappiamo come ci si comporta. Avevamo bisogno di un ponteggio alla svelta, per questo volevamo acquistarlo. La verità è che questa persona ci ha truffato. Io andrò fino in fondo: mio fratello sa chi è, lo denunceremo. Ne usciremo puliti». L’area dismessa, fino a una decina di giorni fa, era di proprietà della Giusti per l’edilizia, l’azienda pistoiese dell’imprenditore Franco Giusti che sommersa dai debiti è stata messa in liquidazione. A rilevare la proprietà è stato l’imprenditore veneto Giuliano Raccanello, responsabile della società rumena Forrtza Ro. «Abbiamo partecipato e vinto un’asta – racconta – ma ci siamo aggiudicati anche un secondo cantiere a Castelfranco di Sotto. Il nostro obiettivo è portare tutto il materiale edile in Romania, dove lavoriamo». Raccanello – insieme a un collega di lavoro – era arrivato nella notte da Bucarest. Ha preso un aereo per Roma, poi è arrivato a Pisa in macchina. «Ci hanno avvertito ieri sera (venerdì per chi legge ndr) e abbiamo dormito quattro ore». A ottobre si celebrerà il processo.

Stefano Taglione

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