La manifestazione
Cgil: «Dodici ore per avere notizie della madre»
Del problema accompagnatori si sono interessanti anche i sindacati. «Prima entravano tutti senza distinzione, adesso invece decide il medico se c’è bisogno di un parente – spiega Giovanna Lo Zopone...
Del problema accompagnatori si sono interessanti anche i sindacati. «Prima entravano tutti senza distinzione, adesso invece decide il medico se c’è bisogno di un parente – spiega Giovanna Lo Zopone (foto), segretaria generale della Cgil Funzione pubblica – Visto che ora i pazienti sono tutti assieme in degli open space avviene un po’ quello che capita in reparto: quando passa il medico per fare la visita i parenti escono. E siccome qui le visite sono a ciclo continuo si cerca di farci stare meno gente possibile. Certo, le prestazioni del Pronto soccorso sono migliorate ma bisogna trovare il modo di far avere a chi sta in sala d’attesa le informazioni necessarie. Mi hanno segnalato il caso di un signore che aveva la mamma nell’area visita è che ha dovuto aspettare ben 12 ore per avere sue notizie. Così non può funzionare». Lo Zopone segnala anche un altro problema: «Otto infermieri e cinque medici del Pronto soccorso attendono ancora il pagamento di un corso “See and treat” svolto quattro anni fa – dice Lo Zopone – I soldi arrivavano dalla Regione e mi risulta che in tutti gli altri territori siano stati pagati. Sarebbe interessante capire perché i partecipanti di Lucca non hanno riscosso e dove sono finiti i soldi».
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