La manifestazione
Sting e Gordon Ramsey conquistati dal Montecarlo
Ad Anteprime di Toscana, alla Fortezza, successo dei vini delle nostre colline. E lo chef scozzese ha scelto il Doc della Tenuta del Buonamico per i suoi clienti Vip
MONTECARLO. Una grande popstar, uno degli chef più glamour e uno dei locali più famosi del mondo, tutti uniti da un filo comune denominatore, quello di essere stati “conquistati” dal vino di Montecarlo. Sting, una delle icone della musica pop e rock di tutti i tempi, il cantante inglese ex leader dei Police, insieme alla moglie Trudie Styler, ad Anteprime di Toscana 2018, alla Fortezza da Basso di Firenze, ha degustato e apprezzato i vini della piccola ma agguerrita Doc di Montecarlo (200 ettari e circa un milione di bottiglie) terra di grandi viticoltori e ristoratori, tra le realtà più in crescita nel settore.
Poi uno degli chef più famosi del pianeta, che ha collezionato qualcosa come 15 stelle Michelin, lo scozzese Gordon James Ramsay, star dei fornelli e di programmi tv come Cucine da incubo e MasterChef, ha scelto il Montecarlo doc della Tenuta del Buonamico per commensali super vip. Due vini di Montecarlo (un bianco e un rosso di due aziende locali) di recente sono approdati anche al prestigioso Four Seasons Hotel George V di Parigi dove esercita come sommelier il lucchese Gabriele Del Carlo, ricevendo una positiva accoglienza tra i clienti.
I vini di questa incantevole zona della Lucchesia sono ormai presenti nelle carte dei più importanti ristoranti stellati. Una soddisfazione per il Consorzio del vino Montecarlo che nel 2019 taglierà il traguardo dei 30 anni, essendo nato nell’agosto del 1969 con il riconoscimento della denominazione di origine controllata “Montecarlo Bianco” .
«Il Montecarlo è una piccola realtà ma di grandissima qualità e potenzialità che merita di essere protagonista», dice il presidente Gino “Fuso” Carmignani: il suo “For Duke” fu scelto da Barack Obama per celebrare la vittoria delle presidenziali negli Stati Uniti. Negli ultimi anni il comparto del vino montecarlese è cresciuto molto e oltre il 15% delle bottiglie è destinato all’estero a conferma di un appeal anche fuori dai confini nazionali. Il tutto grazie a una trentina tra aziende e fattorie che danno anche lavoro e fanno girare l’economia locale, oltre a valorizzare il patrimonio vinicolo che per il borgo è un volano di richiamo turistico.
Una realtà proiettata nel futuro. Come la fattoria del Buonamico che il 29 aprile aprirà un ristorante e un wine resort dalla forma avveniristica, una foglia di vite rovesciata. È l’ultimo investimento della famiglia Fontana sulle colline del Cerruglio, 45 ettari di coltivazione e produzione (300mila bottiglie e 14 etichette, tra cui il Particolare, celebrato spumante rosé) e ora anche struttura ricettiva e ristorante con la chef Lucia Tellone, allieva di Carlo Cracco. E poi un complesso con camere dotate di ogni confort, con piscina e Spa per coccolare i clienti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
