Attenzione
Raccolta rifiuti Giuseppe Vitiello annuncia querele
L’ex amministratore di Base replica ai consiglieri Lucchesi e Gemignani sulla causa delle tariffe aumentate
BAGNI DI LUCCA. Sembra proprio destinato a protrarsi nelle aule giudiziarie lo scontro tra l’ex amministratore unico della società in house Base Srl e quanti hanno deciso il suo allontanamento.
Al ricorso alla giustizia fa infatti esplicito riferimento l’ex Au Giuseppe Vitiello, che contesta anche le affermazioni della presidentessa della commissione di vigilanza su Base, il consigliere Laura Lucchesi, e del suo collega di gruppo ( “Un Futuro per Bagni di Lucca”) Claudio Gemignani. In conferenza stampa i due avevano sostenuto che Vitiello era stato cacciato per gravi inadempienze tra l’altro nelle comunicazioni sui costi del servizio rifiuti, fatto che avrebbe costretto l’amministrazione comunale a inserire nel bilancio 2018 costi aggiuntivi per oltre 95.000 euro, aumentando di conseguenza del 3,5% la tariffa.
Accuse respinte dall’ex amministratore: «Durante il consiglio comunale del 30 marzo la consigliera Barsellotti, persona certamente non lontana dal sindaco, afferma testualmente: “Il confronto con Vitiello l’abbiamo avuto a più riprese, io non sempre non essendo mio compito specifico, ma c’è stato più e più volte con la maggioranza. Non facciamo passare il messaggio che il confronto non c’è stato, che lui non abbia mai interloquito con noi, perché lo ha fatto a più riprese. Noi siamo stati a conoscenza fin dal primo momento nello specifico del lavoro che in azienda facevano”. Penso che questa dichiarazione faccia chiarezza sulle menzogne emerse durante la conferenza stampa di Gemignani e Lucchesi. Ben prima di ottobre 2017 erano noti ai consiglieri di maggioranza i dati sulla produzione dei rifiuti e sui risultati economici positivi di Base».
Secondo Vitiello, «la presidente Lucchesi, volendo essere corretta nel suo ruolo, avrebbe dovuto citare o riportare anche le controdeduzioni che il sottoscritto ha inviato dopo il ricevimento del verbale della commissione di vigilanza. Controdeduzioni accompagnate da un elevato numero di documenti e allegati. Avrebbero dovuto citarle, ed eventualmente chiarire il motivo per cui non venivano ritenute valide o giustificative. Si lancia l’accusa e la si trasforma in sentenza. Ovviamente di ciò verranno chiamati a rispondere personalmente in sede giudiziaria».
L’ex amministratore risponde anche sulla questione del suo operato “politico” in campagna elettorale: «Gemignani e Lucchesi una cosa vera probabilmente hanno detto, Vitiello, avendo sostenuto Betti, non era uomo di fiducia dell’attuale sindaco. Non importa quante cose positive abbia fatto, va rimosso perché non è uomo di fiducia. Ma se si voleva semplicemente sostituire Vitiello con una persona di fiducia del sindaco, bastava dirlo, senza montare tutta questa inutile sceneggiata. D’altronde, a dicembre si sarebbe concluso il periodo di incarico di Vitiello, e il sindaco poteva tranquillamente sostituirlo con chi voleva. Quindi si sceglie per fiducia, si affidano le gestioni della società a chi ubbidisce, non a chi sa o vuole tutelare il bene assegnatogli, bene che come è noto appartiene alla cittadinanza e non certo al sindaco di turno».
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