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Lucca

Cosentino si dimette SìAmo Lucca perde il suo “numero due”

di Barbara Antoni
Cosentino si dimette SìAmo Lucca perde il suo “numero due”

«Lascio nel segno della continuità: rimango a disposizione della cittadinanza ma come organizzatore del Desco» 

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LUCCA. Lascia il consiglio comunale il numero due di SìAmo Lucca, il ristoratore Samuele Cosentino. Braccio destro di Remo Santini (candidato sindaco del centrodestra alle amministrative del 2017) per tutta la campagna elettorale e punto di riferimento dell’opposizione consiliare, Cosentino ha deciso, definitivamente, di farsi da parte, di abbandonare gli scranni di Palazzo Santini. «Mi dimetto - spiega - perché nel frattempo è maturato per me un incarico nel ristretto team che organizzerà il decennale del Desco. Incarico che mi porterà via molto tempo; non potrei portare avanti i due impegni insieme. Mi dimetto, comunque, nel segno della continuità».

Cosa significa questa sua affermazione?

«Quando mi sono candidato alle amministrative, mi sono messo a disposizione per dare un contributo alla città. Se ora il mio contributo è stato richiesto in questo ambito, rassegno le dimissioni dal consiglio comunale».

Come si è sviluppato il nuovo incarico?

«Sono stato indicato da Confcommercio, l’associazione in cui sono attivo da anni, per fare parte del gruppo di esponenti di varie associazioni che lavorerà all’organizzazione del Desco 2018. Dal gruppo poi è stato formato un gruppo più ristretto che lavorerà a tempo pieno a questo progetto, che è importante e di larghe vedute. Il Desco nel 2018 raddoppierà gli spazi, occuperà anche il secondo piano del Real Collegio, e raddoppierà anche gli espositori. Vogliamo che la manifestazione abbia un’eco molto maggiore rispetto al passato, punterà a grandi numeri. Un impegno massiccio per me. A questo punto inoltre si è creato anche un problema di compatibilità: Confcommercio richiede che i suoi esponenti non siano politicamente connotati, anche se in questi mesi in politica ho sempre tenuto un profilo moderato, mai arroccato né estremo».

Il nuovo incarico sarà retribuito?

«No, sarà solo volontaristico. E agli uffici della Camera di Commercio ho detto che se nel contesto del lavoro che svolgerò dovrò spostarmi, lo farò a mie spese. Lascio un incarico a gettone per uno senza rimborso».

Come ha preso Santini le sue dimissioni?

«Ha capito le mie ragioni. Questo nuovo incarico lo sento più nelle mie corde, rientra nel settore professionale e nell’associazione in cui da sempre sono impegnato. Non prenderò le distanze da SìAmo Lucca: questo progetto civico l’ho sposato quando ho ritenuto di candidarmi e penso che sia il modello giusto su cui investire, anche perché ai nostri tempi ritengo che la leadership politica non sia più verticale ma orizzontale. Paradossalmente, ritengo che il progetto di SìAmoLucca sia più valido ora di quando è nato».

Ha informato il sindaco delle sue dimissioni?

«Sì, ne ho già parlato con lui. Tambellini ha avuto belle parole per me; penso che sia sincero e lo apprezzo. Ha avallato la mia scelta dicendo che nella nuova veste riuscirò a esprimermi in modo più libero».

Le sue dimissioni erano nell’aria da diverse settimane. Perché ha atteso?

«Ho fatto parte della commissione sociale. Durante la campagna elettorale mi ero preso a cuore alcuni casi di persone in attesa di una casa popolare. Mi sono adoperato e ho potuto soddisfarli. Lascio il mio posto a una persona come il dottor Alessandro Di Vito, uno tosto che, sono sicuro, saprà dare un contributo importante in consiglio».

Cosa porta con sé della sua esperienza consiliare?

«È stata breve ma intensa, importante. E la campagna elettorale è stata fantastica, per l’esperienza umana, la formazione. Porto con me i 287 voti personali, le 287 persone che mi hanno dato fiducia. Li ho tutti sulla schiena quei voti, ne continuerò a sentire tutta la responsabilità. Adesso però ho bisogno di tempo per organizzare la manifestazione. Ad ogni modo, finito il Desco, la mia disponibilità rimane. Se qualcuno riterrà idonea la mia partecipazione in altri campi, anche a fianco di un’istituzione, valuterò le proposte che potrò ricevere».

Vuole dire che se per ipotesi tra un po’ di tempo l’amministrazione in carica (di centrosinistra, ndr) procedesse a un rimpasto e ritenesse di interpellarla, lei accetterebbe?

«Tutto da vedere, da ascoltare. La mia disponibilità rimane sul tavolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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