Sicurezza
Uccise il padre a colpi di casco in appello la pena viene ridotta
I giudici della corte d’Assise riconoscono la semi infermità mentale al 23enne Andre Gambino La condanna scende a 12 anni e 4 mesi. Il delitto fu commesso nell’agosto 2015 a Saltocchio
LUCCA
Massacrò il padre a colpi di casco e poi simulò una rapina per allontanare da sé i sospetti. Il protagonista di questa vicenda di cronaca nera è Andrea Gambino, 23 anni, ex dipendente della zincheria Butori. Nell’ottobre 2016 il giudice dell'udienza preliminare Riccardo Nerucci lo condannò alla pena di 14 anni di reclusione per l'omicidio del padre. Ieri mattina, invece, c’è stata la sentenza della corte d’Assise d’appello. Il collegio formato da giudici togati e laici ha riconosciuto all’imputato la semi infermità mentale. Come emerse dalla relazione del perito del pm Lucia Rugani, nel momento in cui fu commesso il delitto il ragazzo era in stato di alterazione psicofisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti e alcolici. In pratica era parzialmente incapace di intendere e di volere. La pena è stata così ridotta a 12 e 4 mesi. Inoltre, nel corso dell’espiazione della condanna, se le condizioni saranno favorevoli, il giovane Gambino (attualmente detenuto nel carcere di Massa) potrà essere ammesso alla misura della libertà vigilata con l’obbligo di curarsi. Un pronunciamento che lascia moderatamente soddisfatti i legali Francesco Virgone e Irene Braca. «Avevamo sostenuto la tesi della semi infermità e la corte ci ha dato ragione – spiega l’avvocato Virgone – Tra 45 giorni verrà depositata la sentenza e valuteremo se fare ricorso in Cassazione». . La corte d’Assise ha anche rimandato alla procura di Lucca gli atti d’indagine: l’ufficio requirente dovrà valutare la possibilità di contestare all’imputato la simulazione di reato. In un primo momento, infatti, Gambino aveva detto che il padre era stato vittima di una violenta rapina ad opera di ignoti.
In realtà la notte del 17 agosto 2015, le cose andarono in tutt’altra maniera nell'appartamento di via della Grotta a Saltocchio. Giuseppe Gambino, 67 anni, pensionato dell'Italzinc di Ponte a Moriano, venne massacrato dal figlio – appena rientrato da una cena – a colpi di casco, mentre dormiva nel suo letto. Dopo aver picchiato a sangue il padre, il giovane Gambino si cambiò d’abito e andò con gli amici al night. Tre ore dopo, al rientro a casa con il 67enne che giaceva nel letto in una pozza di sangue, Andrea telefonò a un'ambulanza e chiese aiuto alle forze dell'ordine dicendo che c’era stata una rapina. Per avvalorare la sua tesi nascose in modo maldestro i pantaloni del babbo con all'interno il denaro.
L’anziano padre non morì subito: rimase in coma per una ventina di giorni, trascorsi nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cisanello di Pisa. Spirò senza mai riprendersi, a causa delle gravi ferite riportate nell’aggressione. (g.p.)
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