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Terna, arriva l’ok all’elettrodotto “light”

Terna, arriva l’ok all’elettrodotto “light”

La decisione del Ministero: rimangono i tralicci a Maggiano, niente maxicentrale all’interno di cava Batano

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LUCCA. Non verranno demoliti i tralicci dell’altissima tensione a Maggiano. E non verrà spostato il tracciato della linea La Spezia-Acciaiolo, né sarà realizzata la grande stazione elettrica nella cava Batano a Balbano. Il Ministero dell’ambiente ha scelto fra le quattro alternative proposte da Terna per risolvere il problema dell’approvvigionamento elettrico fra Lucca e Pisa. E ha fatto fermare il pendolino su quella ritenuta di minor impatto dal punto di vista ambientale che, di fatto, prevede “solo” la realizzazione di una centrale di trasformazione più piccola in una cava dismessa a Filettole, nel comune di Vecchiano, e di un tratto di collegamento fra questa e la linea attuale.

Scelta fra quattro. Il progetto originario presentato da Terna nel 2014 era molto diverso da quello per il quale è arrivato l’ok dal Ministero. La società che gestisce la rete di trasmissione elettrica, infatti, aveva immaginato di spostare una quindicina di chilometri di tracciato, fra i comuni di Camaiore, Massarosa, Lucca, Vecchiano e San Giuliano Terme, con un duplice scopo: in primis, allontanare i tralicci dalle teste degli abitanti di Maggiano, da tempo sul piede di guerra. In secondo luogo, attraverso la centrale di trasformazione da 52.000 mq a Cava Batano, connettersi con l’alta tensione per “rifornire” la rete locale. Nel 2016, dopo le opposizioni dei Comuni, dei comitati (a partire da “Starc”, nell’Oltreserchio) e dopo l’approvazione del piano paesaggistico della Regione, il coup de theatre di Terna, con tre alternative al progetto originario. Due (le cosiddette A1 e A2) prevedono solo lo spostamento di qualche traliccio.

La terza (chiamata B1) rivoluziona l’intera opera. Rimane, infatti, il percorso originario della La Spezia-Acciaiolo, con tanto di attraversamento di Maggiano. Appena superato il Serchio, in direzione sud, parte una derivazione di 1,35 km (all’altezza di Cerasomma) che si raccorda a una stazione di trasformazione da ricavare in una cava dismessa sulla provinciale del Lungomonte pisano, subito al di là del confine fra le province di Lucca e di Pisa. In questo caso la stazione sarebbe di dimensioni molto più contenute (12.800 mq): da qui partirebbero i raccordi per raggiungere la linea ad alta tensione. Questa soluzione consente poi di limitare i comuni coinvolti a Lucca e Vecchiano.

La scelta del Ministero. Alla fine la “palla” è rimasta in mano al Ministero dell’ambiente, chiamato a indicare la soluzione. E la prescrizione è stata netta. Terna dovrà realizzare l’opzione B1, quella “light”. A far pendere la bilancia su questa opzione sono stati soprattutto i parametri paesaggistici, visto che la soluzione viene considerata quella a minore impatto e quella che “ingombra” una fetta minore di territorio. Mentre, per quanto riguarda i beni culturali, il Ministero ha effettuato una sorta di bilanciamento: a fronte di un impatto negativo su Castello di Nozzano e villa Poggio Luce, non ci sono problemi per villa Nieri e la chiesa di San Frediano. L’impatto visuale negativo è poi concentrato sull’area di Nozzano, «escludendo invece gli impatti dalle zone di Compignano (dove si trova, fra l’altro, la villa dei Marcegaglia, ndr) e da quelle prossime alla ex cava Batano».

Le prescrizioni. La Commissione tecnica del Ministero ha consegnato a Terna, anche 25 prescrizioni delle quali tener conto sia in fase di progettazione esecutiva che di realizzazione delle opere. Fra queste la più significativa è quella che prevede di realizzare l’interramento dei raccordi fra la nuova stazione di trasformazione e la cabina primaria della rete ad alta tensione.

Il percorso. Dopo l’ok della Commissione tecnica sarà la Direzione delle valutazioni ambientali che preparerà lo schema di decreto che entro 60 giorni dovrà essere firmato dal ministro dell’ambiente. In questo periodo dovrà arrivare anche il parere del Ministero dei beni culturali.

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