La manifestazione
Moratoria, c’è il via libera delle Belle Arti
L’ultimo ok adesso dovrà giungere dalla Regione. Poi il progetto arriverà in consiglio comunale
LUCCA. È arrivato il consenso della Soprintendenza per progetto della moratoria, il blocco triennale all’apertura di nuovi ristoranti e negozi di alimentari nel centro storico di Lucca. Una dichiarazione, in realtà, nella quale Luigi Ficacci, soprintendente ai beni culturali di Lucca e Massa Carrara, ha affermato di non avere niente in contrario «dal punto di vista dei beni che io tutelo» contro il progetto di moratoria portato avanti da mesi dall’amministrazione comunale.
Il parere delle Belle Arti era richiesto dalla Regione per completare il fascicolo del Comune che dovrà esaminare: sarà poi il governo toscano a dire l’ultima parola.
«A questo punto, con la dichiarazione giunta dalla Soprintendenza, l’amministrazione comunale è pronta ad applicare la moratoria - spiega l’assessora al commercio Valentina Mercanti -. E siamo determinati ad arrivare in fondo. Abbiamo anche già preparato il testo della delibera che porteremo in consiglio non appena avremo ricevuto anche il via libera della Regione Toscana».
Come da procedura, la Regione si esprimerà sul progetto di moratoria con una delibera di giunta. «Con la Regione - aggiunge l’assessora Mercanti - abbiamo già fatto un incontro nel mese di dicembre 2017, durante il quale ci è stata espressa una disponibilità di massima nei confronti del nostro piano».
Questa mattina l’amministrazione incontrerà, dopo averle convocate, le categorie dei commercianti per metterle al corrente sugli ultimi sviluppi dell’iter relativo al piano sulla moratoria. «Spiegherò - fa presente la Mercanti - che da parte nostra non c’è stato alcun ripensamento, che l’iter che stiamo percorrendo è quello annunciato, che abbiamo avuto a che fare con una situazione complicata».
La moratoria è stata chiesta a gran voce in particolare da Confcommercio: l’associazione da tempo non ha nascosto la preoccupazione davanti al proliferare di attività legate alla produzione e somministrazione di cibi e bevande del centro storico, attività spesso improvvisate e di limitata durata. Ma preoccupata anche del loro impatto, a volte, sul decoro del centro storico.
A tutti questi rischi la moratoria vuole mettere un freno, di durata triennale. E per questo è molto attesa: anche da coloro che vorrebbero investire sul settore di ristorazione e produzione di cibi; in molti, nelle ultime settimane, sono stati “fermati” dal lanciarsi in nuovi investimenti dall’annuncio della moratoria. (b.a.)
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