Il Tirreno

Lucca

«Sulla tariffa dei rifiuti pesano gli errori»

«Sulla tariffa dei rifiuti pesano gli errori»

L’ex amministratore unico di Base Vitiello all’attacco del sindaco di Bagni e annuncia di voler ricorrere alle vie giudiziarie contro la sua cacciata

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BAGNI DI LUCCA. Non tornano i conti sulla Tari: a sostenerlo, numeri alla mano, è l’ex amministratore unico della società Base Giuseppe Vitiello, che conferma di aver dato il via a una battaglia giudiziaria a tutela del suo operato e della sua onorabilità, e che contesta le cifre e le azioni della giunta del sindaco Paolo Michelini. A partire dall’aumento della tariffa per la raccolta dei rifiuti. «Michelini – scrive Vitiello – ha detto che per il 2018 la Tari sarebbe aumentata mediamente del 3,5%. In realtà quest’affermazione è inesatta. Nel 2017 la Tari ammontava a 1.700.704 euro, nel 2018 ammonta a 1.717.243. Una differenza di 16.539 euro, pari a un incremento dello 0,97%, ben lontano dal 3,5% dichiarato. Ma allora perché Michelini parla del 3,5 ?».

L’ex Au dà la sua spiegazione: “L’importo del 2017 veniva caricato per 1.417.349 euro alle famiglie (utenze domestiche) e per 283.354 euro alle attività (utenze non domestiche). L’importo del 2018 viene invece suddiviso in 1.413.120 euro alle famiglie e 304.123 alle attività. Come si vede nel 2018 la Tari applicata alle utenze domestiche diminuisce, mentre aumenta quella a carico delle attività di 20.769, pari a un incremento del 7,33%. Esaminando poi nello specifico le tariffe per le famiglie e per le attività, si nota che però aumentano. Come si spiega? Molto probabilmente è stato corretto l’archivio generale dei contribuenti e quindi il totale delle utenze effettivamente tassate. Come dire che lo stesso costo viene ripartito tra meno persone, e quindi ognuno è chiamato a dare un contributo maggiore». Vitiello si chiede quindi se la giunta Michelini fosse a conoscenza di questi errori che hanno determinato un minor gettito: «Come mai non hanno inventato chissà quali responsabilità su questi errori? Probabilmente perché questi errori erano all’interno di un monte di quasi 500mila euro che gli uffici avevano inserito come costi generali sulla tariffa 2017. Una cifra destinata probabilmente anche a far fronte a costi non necessariamente connessi alla gestione del servizio rifiuti. La cosa strana è che mentre la giunta veniva a fare le pulci sui costi di Base (costi ovviamente tutti documentati e finalizzati) nessuno mai ha dato un benché minimo dettaglio su come si spendevano, o si siano spesi, questi 500mila euro di costi generali. Evidentemente Michelini & C sapevano benissimo che non era opportuno dettagliare questi costi e che difficilmente avrebbero potuto giustificare un possibile aumento della Tari per coprire gli errori prodotti dagli archivi non corretti. E allora ecco che inventano la responsabilità di Base, e del sottoscritto, come capro espiatorio».

L’ex amministratore poi rimarca di ritenere un arbitrio la sua cacciata, contro la quale ricorrerà per via giudiziaria. E aggiunge di ritenere responsabile il sindaco che ha preso questa decisione in prima persona: «Una volta resosi conto dell’errore, sta cercando di distribuire la responsabilità attraverso un consiglio comunale che dovrebbe esaminare la situazione. Non servirà certo una ratifica del suo operato a posteriori. Un ultimo errore poi il sindaco lo ha commosso a proposito del bilancio 2017 di Base. Il tentativo era quello di evitare che si parlasse del bilancio di Base prima del consiglio comunale; per questo bisognava rimuovere Vitiello prima. Invece, come da statuto, Vitiello ha correttamente convocato l’assemblea con al primo punto proprio l’approvazione del bilancio 2017. Non si può giudicare il comportamento di Vitiello se non sono noti i risultati tecnici ed economici della gestione».

Emanuela Ambrogi

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