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Spuntano nuovi locali e la gelateria Carrefour

Spuntano nuovi locali e la gelateria Carrefour

È stata aperta nell’ex reparto gastronomia del supermarket di Corte Portici In Chiasso Barletti inaugurati due pub. Il Comune: «Non blocchiamo i trasferimenti»

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LUCCA. Continua, nonostante l’annunciata e imminente moratoria (stop a nuove attività di somministrazione, a nuove aperture di negozi di alimentari, home restaurant e simili, di attività artigianali di produzione alimentare) l’avvicendamento di pubblici esercizi nel centro storico. In via Calderia, le novità sono la trasformazione in gelateria dell’ex reparto di gastronomia del supermarket di città Carrefour (con la sede nella retrostante corte Portici) e la chiusura di Green, uno dei numerosi locali nelle adiacenze di piazza San Michele.

Idem in Chiasso Barletti, dove hanno chiuso i battenti la panineria di fronte al kebab e il locale “Shottini”, che aveva aperto a marzo del 2017, un anno fa appena. I nuovi arrivi invece sono quelli di Bobble, pub in franchising con la sala di somministrazione su un lato di chiasso Barletti e la sala (relax room) su quello opposto, e D’Amore, locale a pochi metri dall’affaccio su via Santa Lucia.

Il centro storico di Lucca continua a dimostrarsi un luogo sul quale in molti ancora puntano e vogliono scommettere; altri premono anche per presentare nuove proposte.

Ma da parte dell’amministrazione arriva la conferma che i tempi per l’attuazione della moratoria potrebbero a questo punto essere vicini.

Per quanto riguarda i nuovi esercizi aperti nelle ultime settimane, viene sottolineato che «si tratta di trasferimenti di licenze. E i trasferimenti saranno ammessi anche quando la moratoria verrà attuata». Anche nei tre anni in cui la moratoria avrà il suo effetto, in pratica, la licenza di un locale che chiude potrà essere trasferita sulla nuova apertura di chi lo rileverà.

«Oltre al blocco delle nuove licenze - viene ulteriormente spiegato - le categorie avevano chiesto di congelare anche le licenze di esercizi che avrebbero chiuso, di non rinnovarle. Abbiamo pensato però che il ventaglio di casi che si sarebbero potuti presentare poteva essere molto ampio. Magari qualcuno che ha un’attività, potrebbe doverla chiudere per motivi contingenti per poi riaprirne un’altra con la stessa licenza. Se avessimo inserito anche il paletto del blocco delle licenze per trasferimento, avremmo potuto anche danneggiare imprenditori che lavorano e le loro famiglie».

Quanto alla moratoria triennale, la parte mancante del procedimento prevede, dopo il via libera della giunta a dicembre 2017 e l’autorizzazione delle Belle Arti non appena arriverà, un ulteriore passaggio dalla Regione Toscana: l’assenso dell’amministrazione regionale sarà così l’ultimo tassello mancante.

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