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Lucca

Cibo ai clienti, multato il Ciclo Divino

Cibo ai clienti, multato il Ciclo Divino

Per il Comune non poteva avere tavoli e sedie Il locale di via dei Borghi ricorre al Giudice

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LUCCA. Cinquemila euro di multa e una vicenda che ora è destinata ad approdare nelle aule dei tribunali. Al centro, un contenzioso fra il locale Ciclo Divino in via dei Borghi - a due passi dal portone - e il Comune.

Una storia che non nasce oggi, ma nel maggio del 2015, con un controllo da parte di una pattuglia della polizia municipale. Che - secondo quanto riportato nel verbale stilato all’epoca trovò gli avventori intenti a consumare ai tavolini insaccati e formaggi serviti in piatti di plastica e a bere vino versato in calici di vetro. Secondo gli agenti della municipale, questo non sarebbe stato però concesso al Ciclo Divino, considerato come esercizio di vicinato, che non può prevedere la presenza contemporanea di tavoli e sedie.

In realtà - secondo quanto ricostruito nella propria difesa del Ciclo Divino - il sopralluogo è avvenuto proprio il giorno precedente a quello in cui il locale inviò la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) con il quale chiedeva istanza di deroga per la somministrazione di alimenti e bevande. Una richiesta che sei giorni prima aveva avuto anche il benestare dell’Asl e che il 18 giugno il Comune avrebbe esaudito, pur dietro la presentazione di alcune integrazioni. Una precisazione, questa, che non è stata però recepita dall’amministrazione comunale. Il dirigente del servizio suap, infatti, ha comunque precisato che «alla data del sopralluogo della Polizia municipale del 21 amggio 2015 il locale era a pieno titolo esercizio di vicinato». E quindi doveva sottostare alle regole per questo tipo di attività, che non può prevedere la consumazione sul posto seduti al tavolino.

I titolari del locale di via dei Borghi, inoltre, hanno contestato il fatto che la legge regionale del 2005 prevede, per gli esercizi di vicinato, la possibilità di consumazione immediata dei prodotti «utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con esclusione del servizio assistito di somministrazione». Servizio di amministrazione che - continua l’azienda - «non puà essere suffragato dalla presenza di due pannelli in legno utilizzato quale piano di appoggio e di qualche sedia pieghevole».

Anche su questo punto dagli uffici è arrivato un niet. Perché si è fatto riferimento alla delibera di giunta comunale del 2014 che - recependo una risuoluzione del Ministero dello sviluppo economico del 2013 - prevedeva che «gli esercizi commerciali di vicinato ed artigianali che intendono svolgere attività di cessione per il consumo sul posto di prodotti del settore alimentare possano farlo con esclusione della contemporanea presenza di tavoli e sedie associati o associabili. È ammesso l’uso di limitato numero di panchine o altre sedute non abbinabili ad eventuali piani di appoggio».

Alla fine, la multa comminata al Ciclo Divino è stata di cinquemila euro. Un provvedimento nei confronti del quale l’azienda ha comunque deciso di fare ricorso davanti al Giudice di pace.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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