Il Tirreno

Lucca

IL RACCONTO DElL’AGGREDITO  

«Mi gridavano ti ammazzo ed erano armati di bastone»

di Marco Tirinnanzi

LUCCA. Affronta una banda di ladri a mani nude e ne mette ko uno, con un calcio all'altezza dell'addome. Sono agguerriti, e brandiscono anche dei ciocchi di legna. Pierangelo Maccioni, 47 anni,...

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LUCCA. Affronta una banda di ladri a mani nude e ne mette ko uno, con un calcio all'altezza dell'addome. Sono agguerriti, e brandiscono anche dei ciocchi di legna. Pierangelo Maccioni, 47 anni, operaio cartario, resiste alla carica, e riesce a metterli in fuga. Sembra il remake locale di «Dalla Cina con furore», l'action movie con protagonista Bruce Lee che da solo combatte il nemico. Invece è un estratto del rocambolesco furto, sfociato in rapina, venerdì sera a Lammari, in una villetta in via Lombarda.

I FATTI

Sono passate da poco le 21 quando Pierangelo Maccioni, vede squillare il suo cellulare: è collegato all'allarme e sta suonando perchè qualcuno si è introdotto nella sua casa. Fortuna vuole che l'operaio della Srmurfit Kappa di Lunata, assieme alla compagna Claudia Martini, 40 anni, infermiera, si trova a casa della nonna, distante 100 metri, per gli auguri pasquali. Impiega un attimo e piomba nel piazzale dove abitualmente posteggia l'auto. Lì nota una Clio nera, con la parte anteriore rivolta verso l'esterno. La stessa vettura, che intorno alle 20.15 di ritorno dal lavoro, aveva richiamato l'attenzione di Andrea Focardi, vicino che abita di fronte. «Era parcheggiata davanti alla mia palazzina, rivolta verso l'uscita. Forse i ladri stavano aspettando il momento migliore per sferrare il colpo» dice. Pierangelo Maccioni è furioso, e piazza la sua di auto proprio dietro la Clio: vuole bloccarla per evitare che scappino. Uno sguardo rapido alla porta d'ingresso e subito nota che i tre componenti della banda, tutti a volto scoperto, se ne sta andando. «Avevano delle torce: ce le puntavano contro gli occhi per non essere riconosciuti» spiega. Li sente parlare, hanno un chiaro accento dell'Est Europa, e sono poco più che 25enni: corporatura esile. Scappano nei campi, ma poi tornano sui loro passi, armati di alcuni ceppi di legna presi nei campi lì intorno. «Vi ammazziamo» urlano, per intimorire la coppia. Due si dirigono verso la Clio, uno si fa incontro al 47enne, e ne nasce una colluttazione: qualche colpo vola, ma Maccioni è reattivo e abile. Riesce a divincolarsi dalla presa del ladro e col collo del piede destro gli sferra un calcio all'altezza dello stomaco. I complici, nel frattempo, montano in auto: l'intento è chiaro: distrarre l'uomo e darsi alla fuga, che terminerà di lì a poco sulla Pesciatina, tra Borgonuovo e Quattromura, dopo un lungo inseguimento da parte dei carabinieri del radiomobile. A questo punto non resta altro da fare, per l’uomo, che far la conta dei danni. Fuori, i cavi e il faro esterno con l'attivazione al movimento sono stati tranciati: segno che i malviventi volessero disinnescare l'allarme, provocando un corto circuito. Ma appena entrati, il dispositivo comincia a suonare: in 5 minuti allora staccano la cassetta interna dell'Enel, e salgono le scale che portano al primo piano, per far razzia. Su ci sono cinque stanze con due camere, una cabina armadio ed un bagno. Il trio va dritto alla zona notte: sbarbano i cassetti dei comodini, rovesciano sul pavimento la biancheria intima. Magro il bottino: bigiotteria, qualche portagioie, un valore di 200 euro.

AL PRONTO SOCCORSO

Il proprietario della villetta, tifoso con tessera della Lucchese dal 1986 e membro di Lucca United, è sotto choc: sul posto i carabinieri di Lammari e di Lucca. Maccioni, dopo aver tracciato una sommaria identikit dei rapinatori alle forze dell’ordine, va al pronto soccorso dell'ospedale San Luca verso le 22.00. È tachicardico: resta fino alle 3.50 del mattino. Ha anche un taglio ad un dito della mano destra, causato dalla colluttazione con il membro della banda. L’amarezza, il giorno dopo la rapina subita, è tanta. «Per fortuna non erano armati, altrimenti chissà cosa sarebbe potuto succedere. Se ho avuto più coraggio o sono stato incosciente? Ho agito d’istinto, e quando uno mi si è scagliato contro non ho fatto altro che difendermi. Da due settimane facciamo parte del gruppo di controllo di vicinato a Lammari: permette di tenerci in contatto tra vicini di casa e favorire l'intervento delle forze dell'ordine».

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