Il dolore
Irregolari 6 ditte su 10 cresce il lavoro nero
Ecco cosa emerge dall’attività di vigilanza dell’Ispettorato
LUCCA. Sei aziende su dieci irregolari, lavoro nero in crescita e oltre 7 milioni di euro evasi. Sono dati allarmanti quelli relativi alla vigilanza in materia di lavoro svolta nel 2017 dall’Ispettorato territoriale Lucca Massa Carrara, al cui vertice siede la dottoressa Anna Maria Venezia. In totale nell’anno appena trascorso sono state effettuate 1.271 ispezioni, in media 3,4 al giorno, con una percentuale di irregolarità del 59%. Ed è questo il primo dato significativo che emerge dal report, perché la quota è ben più alta che in passato: era del 50% nel 2015 e del 53% nel 2016. Un aumento che in parte si spiega con una contrazione delle tutele dei lavoratori, dall’altro con una riorganizzazione delle attività dell’Ispettorato. «Dal gennaio 2017 – spiega Venezia – è operativa la nuova agenzia per i controlli che ha accorpato sotto il cappello di un unico ente gli ispettori del lavoro, quelli del Inps (che si occupano di vigilanza previdenziale) e quelli dell’Inail (che si occupano di vigilanza previdenziale). Una riorganizzazione che da un lato ha permesso di abbattere il tasso di duplicazione degli accessi, ovvero di far sì che ispettori di istituti diversi andassero in momenti diversi in una stessa azienda; dall’altro ha consentito di indirizzare con precisione gli 007 che si occupano di vigilanza lavoristica sulle ditte sospette».
La piaga. I controlli di questo genere hanno fatto emergere 1.083 occupati irregolari, di cui 448 totalmente in nero e 2 clandestini. E qui c’è un secondo dato su cui riflettere: il numero di ispezioni quest’anno è calato rispetto al 2015 (1.271 contro 1.458) ma il numero degli occupati al nero è identico. Ciò significa che questo tipo di irregolarità è più diffusa in rapporto alla totalità delle infrazioni registrate (passa dal 30 al 35%). «È una nostra priorità – spiega Venezia – Con le attività di intelligence individuiamo le aziende che con altra probabilità ne fanno uso, ma per “beccarle” dobbiamo sfruttare l’effetto sorpresa. Un lavoro in nero non lascia tracce o prove documentali come invece avviene per le irregolarità in materia previdenziale o assicurativa». Ci sono poi 207 riqualificazioni, dato in lieve calo rispetto all’anno precedente ma comunque significativo. Si tratta di procedimenti di regolarizzazione di rapporti formalmente autonomi (partite Iva, cococo, associazione in partecipazione, ecc) che nascondono rapporti in realtà subordinati, caratterizzati da orari, sedi e mansioni dettate da un superiore.
Al lavoro senza orari. In 268 casi, inoltre, sono state riscontrate delle violazioni degli orari di lavoro. «Quest’ultima – prosegue il capo dell’Ispettorato – assieme al lavoro nero, è l’irregolarità più diffusa nei settori trainanti del territorio lucchese: nel commercio e nel turismo si fa ampio ricorso ad addetti alle pulizie, commesse, camerieri, aiutanti di cucina, baristi non assunti o utilizzati ben oltre l’orario previsto dal contratto». Nel Comune di Lucca, tanto per fare un esempio, nei primi otto mesi dell’anno erano state contestate 56 maxi-sanzioni per lavoro nero e ben 74 riqualificazioni in particolar modo nei settori servizi, ristorazione e alloggio e trasporto.
Una montagna di soldi. L’imponibile contributivo evaso in provincia di Lucca è di 7,48 milioni di euro. «Si tratta di una cifra enorme – conclude Venezia – Questo dimostra che con una seria vigilanza si recuperano cifre importanti che cambiano anche le proiezioni di tenuta dei conti dell’Inps». Le sanzioni amministrative comminate per le suddette irregolarità ammontano a 434mila euro, quelle penali a 109mila. A seguito dei controlli sono state sospese 54 attività: il provvedimento scatta in automatico ogni qualvolta gli ispettori trovano oltre il 20% dei lavoratori in nero.
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