Il Tirreno

Lucca

Una vita nella legge sempre da antesignana

di Barbara Antoni
Una vita nella legge sempre da antesignana

Carla Guidi è la prima avvocata di Lucca e la prima donna in Italia ad avere fatto parte del consiglio nazionale forense

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LUCCA. L’ultima sua idea trasformata in realtà è la giornata delle professioni ordinistiche. Sembra una novità coniata ieri, invece ha già concluso la sua quarta edizione, e con successo. Avvocati, commercialisti, architetti, farmacisti e altri professionisti a confronto, per intrecciare esperienze e bisogni: il modello è questo. «Lo proposi all’allora presidente dell’ordine provinciale degli avvocati di Lucca di ritorno da un convegno a Trento sulle libere professioni. Perché oggi bisogna confrontarsi, il rischio altrimenti è di perdere la dimensione del lavoro autonomo intellettuale», spiega Carla Guidi (nella foto), avvocata, la prima donna a Lucca ad aver svolto (e a svolgere) in autonomia la professione, la prima ad essere stata presidente dell’ordine degli avvocati a Lucca, la prima donna in Italia ad aver fatto parte del consiglio nazionale forense che ha sede al ministero della Giustizia. Oltre ad essere stata assessore regionale nella prima giunta di Claudio Martini (dal 2000 al 2005), ad aver presieduto l’Ato dell’acqua quando era ancora su scala provinciale.

Un curriculum da mettere soggezione se non fosse per il sorriso contagioso di Carla Guidi, per lo sguardo giovane e brillante dei suoi occhi a dispetto degli ottantatrè compleanni, per la semplicità con cui parla dell’avvocatura, sua passione di una vita, e del mondo come cambia, della sua disinvoltura a inforcare la bicicletta e partire: tutti i giorni da Capannori dove vive a Lucca dove ha lo studio, e ritorno.

«Gli avvocati non smettono mai di esercitare - dice l’avvocata -. Il nostro sistema pensionistico lo consente. E io continuerò finché entusiasmo ed energia me lo consentiranno». E l’entusiasmo a lei non manca davvero. Insieme alla forza e alla determinazione è stato il motore della sua lunga strada, anche agli inizi, quando per una donna fare l’avvocato era tutto fuorché “normale”.

«Mio padre Adelmo era avvocato e io avevo quattro anni quando dicevo di voler fare la sua professione - racconta Carla Guidi -. Ho studiato al liceo classico Machiavelli a Lucca: il percorso per arrivare a giurisprudenza era obbligato. Il rapporto con mio padre è stato per me importantissimo: se sono avvocato è perché lo era lui. E la mia prospettiva era lavorare con lui, ma poi il destino mi ha intraversato la strada». Adelmo Guidi scomparve improvvisamente a soli 55 anni. La figlia Carla, laureata in procedura civile a Pisa l’8 marzo del 1960, si trovò a guidare uno studio e sostenere una famiglia da sola. «Mio padre mi aveva fatto fare il tirocinio da un collega: fu una buona idea: da un genitore impari diversamente. Quando mi sono trovata a fare la professione da sola avevo esperienza zero: ero l’unica donna a Lucca iscritta all’ordine; in provincia ce n’era solo un’altra a Viareggio. Ricordo ancora che ricevevo lettere inviate all’avvocato Carlo Guidi: era impensabile che l’avvocato fosse una donna e si chiamasse invece Carla».

Durante la discussione di una causa di agraria in tribunale - una delle prime che affrontava - un noto avvocato «commentò, rivolto ad altri ma indicando Carla «ma lei è brava». Una delle prime soddisfazioni che avrebbe ricevuto dalla carriera e dalla profonda dedizione con cui l’ha affrontata.

Risale agli anni Settanta il primo impegno nell’ordine provinciale degli avvocati lucchesi. Prima come consigliere, per più mandati. «Poi ne uscii perché avevo bisogno di una pausa. Poi dopo qualche anno rientrai, come presidente eletto dal consiglio provinciale. Sono stata presidente per due mandati completi. Il terzo lo dovetti interrompere perché la Toscana mi segnalò come suo rappresentante nel consiglio nazionale forense, dove mai aveva seduto un avvocato toscano non fiorentino. Erano i primi anni Novanta».

Risale al 2000 invece il suo impegno amministrativo. «Martini era candidato alla presidenza della Regione: un giorno venne a trovarmi nel mio studio. Non lo avevo mai conosciuto e non avevo mai fatto politica - riporta -. Non sono mai stata iscritta a nessun partito, anche se ho sempre avuto chiare le mie idee politiche. Martini mi disse che per avere me in giunta ogni componente del suo gruppo di Toscana Democratica era disposto a rinunciare a un assessore. Accettai. Mi sono divertita tantissimo in quegli anni: avviamo l’informatizzazione del tribunale. È stata un’esperienza bellissima, anche perché ho potuto vedere l’avvocatura con gli occhi degli altri».

«Ancora oggi faccio con entusiasmo quello che ho scelto di fare», conclude Carla Guidi. Nel suo privato, l’altra faccia dell’avvocata e della donna di successo è quella della patita della natura. «Ho scelto di vivere a Capannori, in una casa di corte, dove ho un bel giardino, in cui coltivo fiori e piante dell’orto. Il mio segreto? Non mi annoio mai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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