Attenzione
Una seconda opportunità in cucina per 12 ragazzi
Terminato il corso “Lucullo” con una cerimonia agli Orti di via Elisa I giovani hanno abbandonato gli studi e ora hanno la possibilità di un lavoro
LUCCA. Alcuni già lavorano, altri sono in procinto di fare la stagione in Versilia e nei luoghi di villeggiatura di montagna. Il resto è in aria di contratto. Sono gli allievi del corso di formazione professionale Lucullo per addetti all’approvvigionamento della cucina, conservazione e trattamento delle materie prime e alla preparazione dei pasti che si è concluso ieri con la consegna degli attestati di partecipazione, durante una simpatica cerimonia al ristorante Gli Orti di via Elisa.
Dodici i giovani aspiranti cuochi, ristoratori e pasticceri premiati. Tutti in età compresa tra 18 e vent’anni. E tutti con alle spalle esperienze scolastiche fallimentari, sfociate con l’abbandono degli studi. Scoprire e sperimentare Lucullo è stato un fulmine a ciel sereno. Un’iniezione di fiducia che ha permesso di guardare al futuro con entusiasmo, inseguendo il sogno di una carriera tra pentole e fornelli. Magari dopo aver fatto esperienza in giro per il mondo.
Hanno le idee chiare questi ragazzi che arrivano da tutta la provincia di Lucca, molti originari di Paesi lontani. Come Alexander Condor, diciottenne peruviano che vive a Lucca da quando aveva dieci anni. Si era iscritto all’istituto Pertini, ma sei mesi dopo ha capito che la sua strada era la ristorazione. Due anni fa l’adesione al corso, risultando uno dei migliori allievi, tanto che, dopo lo stage al Mecenate l’estate scorsa è stato assunto nello stesso locale. Ha già in tasca un contratto di lavoro anche la coetanea rumena Stefania Muntean, che abita a Pieve Fosciana e si è fermata alla licenza media, scegliendo poi di percorrere questa strada insieme all’amica Arianna Gallo che vive nello stesso Comune e si sta specializzando nel settore pasticceria, dopo aver lasciato la scuola alberghiera che non la soddisfaceva. Federico Navarrini e Luigi Esposito, diciannovenni lucchesi studiavano ragioneria, ma ben presto hanno capito che i numeri non erano il loro forte. Si sono buttati a capofitto in questa avventura, decisi a diventare ottimi chef e nel frattempo si fanno le ossa lavorando nel fine settimana. È già sistemato anche il diciottenne Daniel Idrizi, arrivato a Lucca anni fa dall’Albania e cresciuto in una casa famiglia, dopo il rientro del padre in Patria. Iscritto all’alberghiero, aveva fretta di lavorare e ha mollato tutto per percorrere la strada di Lucullo. Lo stage agli Orti di Via Elisa è stato il trampolino di lancio per la professione che sognava sin da bambino. E adesso lavora nel locale come aiuto cuoco di Fiorello, formato con il corso Garmugia del biennio passato. Ha appena 19 anni e già spera che un giorno si metterà in proprio Elvis Kulli, anch’egli albanese che da un anno fa la spola tra Lucca, dove vive e Montecatini, dove lavora come cuoco in un grande albergo, in cui aveva iniziato come lavapiatti. Due anni di scuola alberghiera anche per Fabio Troìa di Torre del Lago e Davide Scalzini di Lunata, oggi ventenni, poi questo corso e un contratto di lavoro che fa ben sperare per il futuro. Testimonianze che confermano l’obiettivo formativo del corso Lucullo, finanziato dalla Regione Toscana tramite fondo europeo e gestito dalle agenzie So.&Co (capofila), Cescot Toscana Nord, Sogeseter e Sogesa 2000, sedi dei corsi con l’Artigiano dei Sapori di via Guidiccioni. Due anni, tanto è durato il corso, articolato in 735 ore tra teoria e pratica e stage in diversi ristoranti. Cinquanta i formatori, tra i quali Esmeralda Giampaoli, Delio Barbato, Elisabetta Linati, Mauro Bortone e Samuele Cosentino, patron de Gli Orti di Via Elisa, il quale ha salutato i neo-qualificati ricordando loro che «quello di oggi non è un punto d’arrivo, bensì uno strumento da usare per iniziare a rincorrere un sogno». Alla consegna degli attestati anche Laura Martini e Antonietta Sessa in rappresentanza della Regione.
Rossella Lucchesi
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