Il Tirreno

Lucca

vivere il centro storico 

«Moratoria, preoccupano i tempi»

Il Comitato chiedere di procedere per ordinanza, come a Pistoia

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LUCCA. «Finalmente si è sciolto uno dei nodi che hanno tenuto imbrigliata la famosa moratoria di ristoranti e locali pubblici in centro storico durante gli ultimi mesi»: lo sostiene il comitato Vivere il centro storico riferendosi alla risposta data dal Sorpintendente Luigi Ficacci al Tirreno sul suo parere: «Ha confermato - dice il comitato che lo avrebbe trasmesso nel corso della settimana. Adesso resta il nodo della Giunta regionale la cui necessità, continuiamo ad affermare che non ci è chiara. Vero è che un atto di questo tipo richiede una base di appoggio a prova di ricorsi al Tar però è altrettanto vero che l’Ascom di Lucca è a favore di questo provvedimento e quindi non rappresenta un pericolo in tal senso, inoltre è altrettanto vero che la legge Minniti offre basi “antiricorsi al Tar” ben più solide di un parere del Soprintendente e, visto gli atti di vandalismo e violenze accadute nel centro storico durante gli ultimi anni, la difendibilità del provvedimento è più che facilmente giustificabile sotto questo profilo».

Altro problema è quello della tempistica: «« Anche ammesso che il Soprintendente rispetti quanto promesso, il Comune aspetta l’audizione in Giunta, dopodichè il tutto deve passare dal Consiglio Comunale. Si parla di mesi e mesi. Periodo in cui i locali continueranno ad aprire e quindi la moratoria diventa paragonabile a chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati. A Pistoia stanno facendo un operazione ben più importante ed articolata della semplice “moratoria lucchese” e al fine di evitare “l’ attacco alla diligenza” hanno vietato al Suap di valutare ulteriori richieste di aperture. Tutto resta bloccato fino a che il Consiglio non si è espresso in merito. Perché a Lucca non si può fare lo stesso?».



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