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Lucca

Il Bar Catelli, riferimento per la comunità

Il Bar Catelli, riferimento per la comunità

Giovani e vecchi, italiani e stranieri: da cinque generazioni il locale sul Tondo è punto di incontro

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LUCCA. «Se vuoi sapere perché hanno vinto la Lega e i 5 Stelle devi venire dal Catelli». La battuta folgorante di un cliente fotografa bene il ruolo e l’importanza che il bar ricevitoria sulla Pesciatina ricopre all’interno di San Vito. Aperta da ben cinque generazioni l’attività oggi gestita da Giovanni Catelli e dal cugino David, rappresenta un po’ il sismografo degli umori di San Vito e il vero punto di riferimento per gli abitanti della frazione. Nell’arco della giornata qui si incrociano vecchi e giovani, uomini in abito elegante e operai con la tuta da lavoro, amanti delle slot machine e frati carmelitani in cerca di un quotidiano, madri con figli al seguito e stranieri venuti a comprare le sigarette. Il bar nasce sul margine del Tondo che Luisa Baciocchi fece costruire per dare uno sfogo a cavalli e cavalieri annoiati dal solito giro sulle mura. Da Porta Elisa si arrivava sin qui, si faceva il tondo e si tornava indietro. «La nostra attività – racconta Giovanni, che è vice presidente della Federazione italiana tabaccai – nasce a ridosso delle stalle di una villa. Qui i miei avi aprirono un locale in cui si servivano vino, caffè e tabacchi a coloro che arrivano da Firenze e Pistoia. Siamo andati avanti per tutto questo tempo prendendoci cura del Tondo: tagliamo l’erba e curiamo gli alberi anche se molti sono stati tagliati perché malati. Facciamo tutto da soli: quell’abete là – dice indicano un albero – l’ho piantato io quando mia figlia aveva tre anni. Era l’albero di Natale che avevamo in casa». Accanto a lui c’è la figlia Sara, 23 anni, che da qualche tempo lavora nell’attività di famiglia: «Sono figlia unica e quindi non potevo esimermi – dice scherzando – Come vivono i ragazzi a San Vito? Io sono sempre stata bene. Da noi vengono tutti, anche i miei amici. Mentre la sera, quando il locale, è chiuso ci ritroviamo direttamente in centro storico».

Catelli in passato ha subito alcuni furti ma nessuno dei “colpevoli” era di San Vito: «I ladri venivano da Pistoia – racconta – e per fortuna sono stati arrestati. Non mi pare che nel quartiere ci siano particolari problemi di criminalità. Io non ho mai dovuto chiamare la polizia per risse o cose del genere. Credo che la situazione sia migliorata negli ultimi anni anche perché l’amministrazione ha prestato maggiore attenzione alle persone a cui assegnava l’alloggio popolare. Anche con l’assessore Mercanti mi trovo bene: è attenta alle esigenze delle attività». (g.p.)

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