Sicurezza
La messa di Pasqua torna dopo 40 anni nella chiesa rinata
Per San Pietro a Marcigliano c’era stata una mobilitazione, a breve l’edificio ospiterà anche un matrimonio
CAPANNORI. Una vera e propria “resurrezione” per la chiesa di San Pietro a Marcigliano che domenica tornerà ad ospitare la messa di Pasqua. Per dare un’idea di come la parola evento in questo caso non sia abusata basta dire che la piccola e caratteristica chiesa della frazione collinare a nord del Capannorese, che si trova sul fianco meridionale dell’altopiano delle Pizzorne, era chiusa da 40 anni.
L’8 ottobre la chiesina era stata riaperta e vi si era celebrata la messa di Natale. In questi giorni fervono i preparativi per la messa di Pasqua e prossimamente si celebrerà anche un matrimonio. La chiesa del 1200 è uno dei gioielli che si incontrano sulle colline del Capannorese. Costruita in pietra di Matraia nel XII secolo, ha subito nei secoli varie modifiche. Da tempo non era più aperta al culto e da alcuni anni versava in condizioni di abbandono, con danni alla struttura ben visibili. Uno smottamento verificatosi a nord dell’edificio aveva contribuito a complicare la situazione. In tutto questo tempo la chiesa è stata monitorata per verificarne stabilità, dopo che una frana che l’aveva fatta quasi crollare.
La lunga battaglia per la rinascita era iniziata nel 2008. Tutto un paese si è mosso per salvare l’antico edificio che rischiava di andare in malora. Sembrava una sfida impossibile, ma la determinazione e l’attaccamento e lo spirito di comunità sono stati premiati. In prima fila l’associazione paesana “Per San Pietro” che non si è mai rassegnata, arrivando a raccogliere i fondi necessari per la ristrutturazione grazie agli eventi e ai pranzi sociali organizzati in questi dieci anni, dirottando sul restauro della chiesa anche i contributi per la manutenzione dei sentieri delle Pizzorne e ricorrendo alla legge Beccalossi per i finanziamenti destinati agli edifici di culto.
In prima fila anche il parroco don Francesco. Tutti gli enti preposti, dalla Curia al Comune di Capannori passando per la Soprintendenza e le fondazioni bancarie, sono stati attivati per fare partire gli interventi. I lavori, diretti dall’architetto Maurizio Silva su indicazione della Curia, hanno riguardato nella fase di emergenza la ristrutturazione del campanile e del porticato esterno. Poi, in una seconda fase, quella più recente, la sistemazione dell’interno della chiesa. Una “squadra” di volontari del comitato paesano ha lavorato senza sosta per recuperare le panche e al recupero degli intonaci che si erano sgretolati e danneggiati. E ora ci si prepara a vivere un momento di festa per la chiesa tornata a essere un punto di riferimento per la comunità. All’associazione “Per San Pietro” sarà assegnato in comodato d’uso uno spazio nella sagrestia in modo da garantire una presenza fissa nel luogo e vigilare sulla chiesa. Un deterrente anche contro i ladri che negli anni passati hanno depredato la chiesetta, portando via pezzi di marmo e oggetti sacri.
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