Finanza
«Kme si confronterà con tutti»
Ma dall’azienda si invita ognuno a rispettare il proprio ruolo
BARGA. Altro che colomba pasquale. Tra Kme e comitato “La Libellula” è tornato il gelo. All’azienda non è piaciuta la presa di posizione degli ambientalisti locali, così come non piace il “no a prescindere”. E dal quartiere generale di via Repubblica non le mandano a dire: «Recentemente abbiamo letto alcune affermazioni sull’ipotesi di realizzazione di un impianto di autonomia energetica dello stabilimento Kme di Fornaci che oscillano tra lo strumentale e il ridicolo. Non siamo interessati a replicare a tali polemiche spicciole, l’azienda si è sempre confrontata e si confronterà con tutte le istituzioni e gli enti rappresentativi e riconosciuti nella massima trasparenza, secondo le procedure e le regole previste dalle norme. Questo non esclude in alcun modo l’apertura verso la popolazione e le sue espressioni associative, senza però che ciò significhi il riconoscimento di esclusività a un gruppo di persone che pretende di sapere meglio di tutti come si gestisce un’azienda, di stabilire cosa è bene e cosa è male per Fornaci e come si debbano comportare i sindacati, il sindaco, la Regione, le forze politiche» .
Che il clima sia pesante, si capisce dal fatto che i sindacati sono tra incudine e martello, e che tra qualche mese scadrà l’accordo di programma tra azienda e parti sociali, sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i 570 dipendenti. Ma questo, a vedere le posizioni di tutte le parti in causa, pare un problema secondario.
«Il progetto di rilancio dell’attività industriale della fabbrica di Fornaci – scrive poi Kme – è complesso, articolato e necessita di un iter che ha i suoi tempi e le sue regole, dettati dalle leggi e dalle norme, che Kme deve e vuole rispettare, inclusa quella del processo partecipativo della popolazione. Un cammino che è solo all’inizi».
Le strade per il rilancio, secondo il management Kme, sono obbligate: «La massima autonomia energetica possibile è una condizione di necessità per raggiungere l’obiettivo. Le emissioni totali della fabbrica dovranno essere migliorative di quanto attualmente autorizzato dalle leggi e dalle direttive nazionali ed europee esistenti e previste. L’uso degli scarti di lavorazione dovrà essere complementare e non alternativo a iniziative di riciclo e riuso degli stessi». Poi, il progetto per l’ex Centro Ricerche: «La realizzazione dell’Academy per l’economia circolare, in collaborazione con la scuola Sant’Anna di Pisa è parte integrante del progetto per creare non solo un polo di studio e sperimentazione delle migliori pratiche applicabili, ma anche il recupero di una pregevole struttura quale l’ex centro ricerche con importanti ricadute su tutto il territorio, in termini economici ed occupazionali. Questi e solo questi sono i termini della discussione. Per il resto Kme non è disposta a confrontarsi con chi, autonominatosi detentore unico della sensibilità ambientale, contesta in realtà, e le affermazioni degli ultimi giorni lo dimostrano palesemente, la prosecuzione e lo sviluppo dell’attività metallurgica nel territorio» . (n.b.)
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