Il Tirreno

Lucca

I seminaristi lasciano Monte San Quirico

di Barbara Antoni
I seminaristi lasciano Monte San Quirico

Lucca: la nuova sede per la formazione dei sacerdoti sarà la canonica di San Martino in Vignale, già dimora di Fratel Paoli

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LUCCA. Avrà una nuova casa la comunità del seminario arcivescovile di Monte San Quirico, luogo - da ottant’anni a questa parte - di formazione di nuovi sacerdoti. La nuova abitazione sarà la canonica di San Martino in Vignale, la casa - conosciutissima - che fu di Fratel Arturo Paoli, il frate missionario lucchese scomparso il 13 luglio 2015 all’età di 103 anni. La comunità - sacerdoti formatori e gli attuali sei seminaristi - lascerà così la sua sede storica, diventata troppo grande e troppo onerosa per un gruppo di così modeste dimensioni. La decisione è giunta alla fine del consiglio presbiterale di giovedì 22 marzo; il trasloco avverrà a settembre 2018, dopo la chiusura dell’anno di lezioni e delle attività estive.

È il vescovo Italo Castellani in una lettera ai fedeli laici e consacrati a dare l’annuncio. «Ormai terminiamo l’anno di formazione in corso, che finisce a giugno - spiega don Luca Andolfi, rettore del seminario - e le attività pastorali estive. Da settembre il seminario avrà una sede piccola, ridimensionata e avremo così la possibilità di vivere in modo più fraterno. A San Martino in Vignale abiteremo in sette: io e i sei seminaristi, quattro dei quali provengono dalla nostra diocesi mentre due da una diocesi del Rwanda con cui abbiamo fatto un gemellaggio quando da là sono tornati alcuni nostri preti missionari. I due seminaristi africani torneranno a casa terminata la loro formazione. Invece il vice rettore del seminario don Riccardo Micheli e il formatore don Alberto Brugioni manterranno le loro abitazioni, a pochi chilometri di distanza, visto che si occupano anche della comunità parrocchiale in Valfreddana».

Lo storico seminario di proprietà della diocesi di Lucca - la cui prima pietra fu posata nel 1933, mentre la struttura fu inaugurata l’8 settembre 1938 - era nato, ricostruisce don Andolfi, per ospitare da 250 a 300 allievi, per molti anni anche della scuola dell’obbligo. Col tempo la scuola in quanto tale è venuta meno, sono rimasti solo i seminaristi, il cui numero nel tempo si è assottigliato. Anche dopo il trasloco di quelli attuali il seminario di Monte San Quirico non rimarrà, almeno per il momento, sguarnito. «Manterrà - spiega infatti il rettore - le attività di accoglienza di incontri diocesani, dei gruppi parrocchiali e dei gruppi scout. Rimarrà anche la biblioteca. Ma non abitandoci, i costi si potranno abbattere di molto. In futuro poi vedremo cosa farne. Di ipotesi di eventuale vendita, per adesso non abbiamo parlato».

Intanto la casa di Fratel Arturo Paoli a San Martino in Vignale è già pronta per ospitare i nuovi inquilini. «L’ambiente è già sistemato: sono quattro stanze per sette persone - aggiunge don Andolfi -: diventerà un luogo molto vissuto».

In parallelo all’annuncio sul cambio di sede del seminario, il vescovo Castellani, nella lettera ai fedeli, ha posto la questione delle vocazioni diminuite, auspicando e proponendo «ai nostri giovani i percorsi vocazionali offerti dal centro diocesano vocazioni e dal nostro seminario». «Sono rettore da otto anni e sono al seminario da tredici - conclude Don Andolfi -. I numeri delle vocazioni sono in calo, è vero. Ma quando entrai da vice rettore i numeri dei seminaristi erano uguali a oggi, e siamo nella media delle altre diocesi. Adesso c’è un gruppetto di giovani che si sta interrogando sulla propria vocazione, stiamo facendo incontri. Vediamo cosa ne nascerà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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