Proteste
Sottopassi: appello del comitato alla Regione
Chiesta una valutazione di impatto ambientale per il progetto proposto da Comune e Ferrovie
CAPANNORI. Un no, quello contro la nuova viabilità legata ai sottopassi ferroviari, che arriva fino alle stanze della Regione. Il comitato per una viabilità sostenibile e salvaguardia del territorio, che ha raccolto migliaia di firme contro il progetto della bretellina fra Tassignano e Carraia, è stato ricevuto dal capo della segreteria del presidente della Regione Ledo Gori. È stata l’occasione per rivolgere un appello al governo regionale affinché si proceda con una valutazione di impatto ambientale del progetto di Comune e Rfi.
«Come avevamo preannunciato siamo ricorsi a un’istituzione superiore per spiegare le motivazioni della nostra contrarietà al progetto di nuova viabilità legato al raddoppio ferroviario. Viste le gravi criticità e incongruenze che questo progetto presenta per tutto il territorio, così come confermato anche dalle osservazioni presentate da Arpat, abbiamo chiesto alla Regione che venga attivata la procedura di Via».
Il progetto prevede la chiusura di 9 passaggi a livello e la costruzione di tre sottopassi carrabili («Troppo pochi» per il comitato). «Una vera e propria frattura del territorio che avrà effetti pesanti soprattutto sulla viabilità interpaesana tra Pieve San Paolo, Santa Margherita e Tassignano. La costruzione della nuova arteria denominata “bretellina via Chelini/Pip”, che prevede peraltro l’abbattimento di una villa di 400 metri quadrati che dista circa 300 metri alla ferrovia, inserisce di fatto questa nuova strada extraurbana in un centro abitato, portandovi nuovo traffico con ulteriore incremento di inquinanti atmosferici e acustici».
All’incontro era presente anche il sindaco di Capannori Menesini: «Il primo cittadino però – sostiene il Comitato – ha continuato a ignorare le ragioni portate dal comitato ed esposte anche nelle numerose osservazioni presentate, portando come argomento di discussione solo ragioni esclusivamente politiche, ma assolutamente non supportate da valide e oggettive ragioni tecniche. Di fronte alla reale possibilità di altre soluzioni meno impattanti per il territorio Menesini risposto che questa sarebbe stata la sua volontà di sindaco. Questa volontà del sindaco di “tirare dritto” è stata confermata anche dalle ultime dichiarazioni sulla stampa. Ancora una volta è venuta chiaramente alla luce l’intenzione di realizzare un’opera completamente svincolata dal progetto di raddoppio ferroviario».
Il comitato lancia quindi l’appello alla Regione, per attivare una procedura di Via e dare la possibilità a soggetti autonomi di rivalutare in modo oggettivo il progetto e di «ripensarlo alla luce delle gravi criticità che sono state evidenziate in questi mesi».
Nicola Nucci
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