Sicurezza
Pirogassificatore in Kme La Libellula vuole i piani
Il comitato chiede trasparenza e che venga presentato pubblicamente il progetto su cui si confrontano tra azienda e sindacati «e di cui nessuno sa nulla»
BARGA. Passano le settimane, i dipendenti di Kme aspettano di conoscere il loro futuro al termine degli ammortizzatori sociali in scadenza, e il dibattito (anzi, la polemica) sul pirorigassificatore sale di tono.
Il Comitato La Libellula, prende posizione, dopo le dichiarazioni della Uil, per contrastare le aperture mostate anche da altre sigle sindacali: «Apprendiamo innanzitutto che questo accordo tra aziende, cartiere e istituzioni di cui finora nessuno sa nulla, incluso il sindaco Bonini, verrà illustrato e presentato dall’azienda a tutti i lavoratori e alle loro famiglie – scrive il Comitato – se questo verrà davvero fatto, ci auguriamo che all’evento siano invitati non solo i soggetti indicati, ma tutta la cittadinanza, Libellula inclusa, nell’ottica di trasparenza e collaborazione che l’azienda ha sempre promesso e che la Libellula da parte sua ha dimostrato con l’incontro del 22 gennaio e l’ampio spazio riservato all’Ad Claudio Pinassi» .
P oi parte l’attacco ai sindacati confederali e aziendali: «Siamo un po’ stanchi di sentir ripetere sempre le stesse litanie, peraltro da parte di soggetti che dovrebbero rappresentare i lavoratori difendendone i diritti e le condizioni di lavoro, tra cui la salute, anziché riportare pedissequamente le posizioni dei vertici aziendali».
La Libellula attacca la tesi della competitività economica: «Si continua a martellare sul solito argomento dei costi energetici, quando questo è smentito dalla nuova normativa sugli energivori che ha dato a Kme proprio lo sconto di 2 milioni di euro che Pinassi aveva richiesto meno di un anno fa e che, parole testuali sue, era ciò che rendeva la fabbrica meno competitiva rispetto ai concorrenti tedeschi. Si parla poi dello specchietto per le allodole del centro ricerche destinato alla ricerca sull’economia circolare. Ma il ruolo dell’incenerimento nell’ambito dell’economia circolare è del tutto residuale e deve essere ridefinito per assicurare che un aumento del riciclo e del riuso non sia ostacolato e che sia evitata una sovracapacità per questo tipo di trattamento. Sono sovracapacità che abbiamo già dimostrato coi numeri nel caso di concorrenza col vero progetto di economia circolare per il pulper di cartiera, ovvero l’Ecopulplast. L’azienda venga dalla gente a presentare i dettagli del progetto, noi continueremo a informare i cittadini sulla base di dati e argomenti conosciuti».
Nicola Bellanova
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