Italia
Da mille euro al mese a zero per le operatrici della Rsa
Dopo il licenziamento, le operatrici di Villa Santa Maria riceveranno la Naspi per due anni, con riduzione progressiva. Al vaglio ipotesi per la ricollocazione
LUCCA. Si apre un periodo difficile per le 52 operatrici della Rsa Villa Santa Maria, destinate a questo punto al licenziamento, annunciato dalla cooperativa Kcs. Donne con stipendi che, quando raggiungono l’orario completo delle 38 ore settimanali, possono contare su un salario massimo tra mille e 1.150 euro. Potranno contare sulla Naspi, l’indennità di disoccupazione per un periodo limite di due anni: indennità mensili fra settecento e ottocento euro per i primi tre mesi, che poi diminuiranno progressivamente del tre per cento fino ad arrivare a zero nel corso dei due anni. Situazioni pesanti per queste lavoratrici, di età media fra quaranta e cinquant’anni: donne con famiglia, per la quale spesso sono l’unico sostentamento.
In parallelo, ci sono i 28 anziani ospiti della struttura che dovranno trovare una nuova sistemazione. Il destino di lavoratrici e ospiti potrà continuare a essere collegato: una tra le ipotesi alle quali si lavora è di ricollocare le lavoratrici nelle nuove strutture che accoglieranno gli anziani. Ma dipenderà da quanti sceglieranno la stessa rsa.
Una vicenda assai complicata nel suo complesso. Motivo in più per i sindacati di sottolineare l’urgenza di trovare una soluzione. Come spiega Michele Massari, il sindacalista della Cgil che sta seguendo la vertenza delle 52 lavoratrici. «A Villa Santa Maria - afferma - ci sono 28 utenti. Anche se venissero ricollocati tutti nello stesso ambiente, questo non risolverebbe il problema. Perché il numero di operatrici che potrebbero essere loro assegnate sarebbe comunque inferiore al numero totale attuale. Per questo siamo convinti nell’affermare che l’operazione per ricollocarle va ampliata. E bisogna anche cominciare subito a ragionare sul nuovo bando per l’assegnazione di Villa Santa Maria e sui costi. La nostra proposta - sottolinea - è quella di creare un patto forte fra Asl, società cooperative e aziende sul territorio sul modello della ricollocazione del personale operata nel settore del trasporto ospedaliero».
«Abbiamo messo a punto una task force - spiega l’assessora comunale al sociale Lucia Del Chiaro - nell’ottica di facilitare la ricollocazione degli anziani ospiti di Villa Santa Maria. Abbiamo parlato con tutte le loro famiglie. In Toscana c’è la libera scelta della Rsa. Quando le scelte saranno decise, andremo a parlare con le cooperative che gestiscono le strutture che verranno scelte dalle famiglie per chiedere di assumere il personale oggi in forza a Villa Santa Maria».
«Ma il nostro obiettivo - tiene a rimarcare l’assessora Del Chiaro - è di allargare i colloqui con tutti i privati del terzo settore per capire quali spazi di assunzione esistono per le lavoratrici di Villa Santa Maria sul territorio. La ricollocazione delle operatrici resta il problema più urgente. «Posti per anziani ce ne sono ovunque - prosegue Del Chiaro -. Ci preoccupa di più sistemare il maggior numero di operatori. Nessuna intenzione di sostituirsi ai centri per l’impiego: cerchiamo solo di essere coadiuvatori di un incontro fra domanda e offerta nel settore dell’assistenza alla persona».
A breve, il tavolo avviato dal Comune per Villa Santa Maria tornerà a riunirsi. Due gli incontri già programmati: il primo l’11 aprile (incontro a cui parteciperanno anche i sindacati); il secondo il giorno 16 aprile, per quando l’auspicio è di trovare una soluzione quanto più possibile idonea.
Barbara Antoni
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