Il Tirreno

Lucca

Cr Pistoia e Lucchesia Il 2017 chiude in rosso di sei milioni

di Fabio Calamati
Cr Pistoia e Lucchesia Il 2017 chiude in rosso di sei milioni

Prorogato il consiglio di amministrazione in scadenza in attesa del riassetto del gruppo. Piccola modifica al nome

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Bilancio 2017 approvato con una perdita di quasi 5,8 milioni di euro; piccolissima modifica statutaria al nome; conferma del consiglio di amministrazione uscente, ma in regime di “prorogatio”. Queste le principali conclusioni emerse dall’assemblea dei soci della Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia, riunitasi ieri pomeriggio nella sede storica dell’istituto di credito, in via Roma a Pistoia. Assemblea ha cui ha partecipato il rappresentante di Intesa Sanpaolo, azionista della banca con il 99% delle azioni (dopo l’acquisto del pacchetto residuo del 16,9% in mano alla Fondazione Caripit nell’ottobre scorso).

Insomma, a parte i conti, dall’assemblea non sono venute indicazioni definitive sul futuro della banca pistoiese. Anche la modifica all’articolo 1 dello statuto, che poteva far presagire un radicale cambio di denominazione, in realtà si è risolto in un ritocco (dal “Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia” si è passati a CR Pistoia e Lucchesia”). Il che non significa, ovviamente, che novità più rilevanti – sul nome, ma anche e soprattutto sulla “mission” futura della banca – non possano giungere nei prossimi mesi.

Dopo tutto prima o poi ci sarà da rinnovare i vertici, a partire dal presidente Francesco Ciampi, subentrato il 7 febbraio scorso al dimissionario Alessio Colomeiciuc. Vertici che con l’assemblea di bilancio di ieri, avevano concluso il loro mandato. Al momento l’intero consiglio di amministrazione (oltre a Ciampi, composto dal vicepresidente Luciano Nebbia e dai consiglieri Antonio Di Zanni, Nicola Lattanzi, Luca Severini, Vannino Vannucci e Stefano Visone) è stato confermato in regime di “prorogatio”, in atttesa del completamento del riassetto interno del gruppo Intesa Sanpaolo.

Ma veniamo al bilancio. Le cifre 2017 approvare dall’assemblea di ieri sono migliori di quelle dell’anno precedente, ma si concludono comunque con un vistoso “rosso” di 5,8 milioni di euro (nel 2016 le perdite furono di 7,7 milioni).

In realtà l’attività economica della Caripil aveva fatto segnare un progresso netto rispetto al 2016, anche se ovviamente la lentezza della ripresa dopo la lunghissima crisi economica si continua a sentire. In particolare la gestione operativa ha avuto un risultato di 40 milioni, con una crescita del 7,6% rispetto al 2016. Merito soprattutto della capacità della banca di vendere servizi finanziari ai propri clienti (+5,2 milioni) che ha compensato il calo degli interessi netti (-4 milioni). Ma sui conti ha pesato la necessità di nuove rettifiche di valore su crediti in difficoltà per oltre 45 milioni, più che nel 2016. Questa attività ha assorbito 4,7 milioni di euro, determinanti nel produrre il risultato negativo finale (ma nel 2016 erano stati 8,5) . Conemporaneamente, i crediti senza problemi sono cresciuti nel corso dell’anno.

In complesso, gli indicatori di rischiosità della Caripil sono migliorati nel corso del 2017, il patrimonio si è rafforzato e la banca è più solida, come aveva sottolineato il presidente uscente Alessio Colomeiciuc sul Tirreno del 14 marzo scorso. Ma tutto questo viene pagato con una gestione che, nonostante la maggiore efficenza, non riesce ad approdare ad un risultato finale positivo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa