Il dolore
Piano per una cittadella della cultura
Ci sono progetti in campo per recuperare l’ex manicomio che fu diretto da Tobino
LUCCA. È raggiante Elisabetta Della Santa, la delegata alla comunicazione del Fai sezione Lucca e Massa Carrara, quando, a fine giornata, traccia un bilancio della prima apertura, sabato 24 e domenica 25 marzo, dell'ex ospedale psichiatrico di Maggiano.
Quasi 8mila visitatori da tutta Italia, e dall'estero persino, per apprezzare, guidati, le bellezze piegate dagli anni dell'ex monastero di Santa Maria.
«Siamo profondamente soddisfatti. La fila arrivava fino al cancello principale, giù dabbasso - commenta la delegata - . Come Fondo Ambiente Italia il nostro obiettivo è quello di far conoscere e valorizzare un luogo che per troppi anni è rimasto chiuso; e con l'ex ospedale ci siamo riusciti».
Apertura agevolata anche grazie all'Art Bonus, che favorisce l'intervento dei privati. «Esiste una campagna Fai finalizzata al recupero di beni culturali come l'ex manicomio - informa Della Santa - e grazie alla collaborazione con alcune aziende, la Regione e l'Asl siamo riusciti a renderlo fruibile ai visitatori».
L'esperienza di Maggiano potrà ripetersi anche l'anno prossimo? «È difficile - risponde - perché come Fai cerchiamo di puntare i riflettori sempre su nuovi gioielli nascosti. Stiamo già lavorando alle giornate Fai di autunno. Alcuni nomi già circolano, ma non posso rivelare ancora niente. Certamente ci concentreremo su Lucca, Viareggio e Forte dei Marmi, città che meritano la nostra attenzione. La provincia di Lucca ha tantissimo da mostrare».
Sulla possibilità invece di una cessione dell'ex ospedale al Fai, però è categorica.
«Questo campo non è di nostra competenza, anche perché l'Asl ha già programmato un piano di recupero della struttura - sostiene la delegata Fai - a partire dalla sinergia con la Fondazione Tobino, oltre alla possibilità di rendere fruibile la biblioteca. L’idea complessiva è quella di creare una cittadella culturale a Maggiano. Per noi del Fai queste due giornate sono state davvero epocali, e questo ci rende orgogliosi».(m.t.)
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