Il Tirreno

Lucca

Moratoria dei locali, parlano le Belle Arti: «Parere favorevole»

di Gianni Parrini
Moratoria dei locali, parlano le Belle Arti: «Parere favorevole»

Secondo la Soprintendenza il provvedimento è compatibile con la conservazione complessiva del centro storico

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LUCCA. «Come ho già detto al sindaco Tambellini, questa materia è di spettanza del Comune, non della Soprintendenza. In ogni caso, se la Regione necessità di un nostro parere siamo pronti a fornirlo. E sarà un parere favorevole». Raggiunto telefonicamente dal Tirreno a Londra, mentre sta per imbarcarsi su un volo che lo riporterà in Italia, il soprintendente Luigi Ficacci, fa chiarezza sulle volontà delle Belle Arti in merito al blocco delle licenze per la somministrazione di bevande e alimenti in centro storico. Un provvedimento varato dall’amministrazione Tambellini per arginare la proliferazione incontrollata di bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie che rischiano di trasformare l’arborato cerchio in una grande mangiatoia per turisti. Il dispositivo è stato approvato dalla giunta comunale settimane fa ma poi non se n’è più saputo tant’è che nei giorni scorsi Benedetto Stefani, presidente provinciale del sindacato Fipe ristoratori Confcommercio Lucca, ha chiesto a mezzo stampa che fine avesse fatto. L’iter burocratico prevede che il documento predisposto dal Comune venga preliminarmente mandato alla Regione Toscana, competente su questa materia. Sarà la giunta del governatore Enrico Rossi a dare il placet. Ma dato che si tocca una materia che è stata oggetto delle cosiddette “liberalizzazioni” e che pertanto rischia di essere impugnata da qualsiasi imprenditore interessato ad aprire nel centro di Lucca, l’amministrazione regionale vuole tutelarsi al meglio. Così ha chiesto di avere un parere delle Belle Arti. Anche perché il provvedimento è emanato in base al principio di tutela del patrimonio archeologico, storico o artistico del centro. La richiesta è stata avanzata al Comune nel corso di due incontri preliminari e poi girata alla Soprintendenza. Ma in piazza della Magione non avevano capito che tale pronunciamento era indispensabile per il proseguimento dell’iter di approvazione.

Per cercare di fare chiarezza sulla vicenda, il Tirreno ha contatto direttamente il soprintendente Ficacci, che ha chiarito il malinteso. «Mesi fa l’amministrazione ha avuto la grande cortesia di metterci a conoscenza della regolamentazione che stava predisponendo – dice Ficacci – L’abbiamo trovata compatibile con la buona conservazione complessiva del centro di Lucca. Non ho nessuna difficoltà ad esprimermi: lo farò non appena sarò tornato in Italia. Perché non l’ho fatto finora? Ripeto: non è materia di nostra competenza pertanto ritenevo non fosse necessario. È possibile che vi sia la collaborazione tra amministrazione e soprintendenza ma i nostri sono solo pareri interpretativi, non autorizzativi. In ogni modo se la Regione, per sua cautela, ritiene utile avere un nostro pronunciamento non mancheremo di farglielo avere affinché l’iter possa andare avanti. Entro la settimana il Comune avrà quello che chiede».

A quel punto il provvedimento verrà mandato in Regione e dopo aver ricevuto l’imprimatur della giunta Rossi sarà portato in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Che a questo punto richiederà ancora alcune settimane.

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