La manifestazione
Papergroup: le proposte per salvare il lavoro
Il sindacato chiede il concordato in continuità e di non smantellare una parte della produzione
CAPANNORI. Vertenza Papergroup: i rappresentanti sindacali della Slc Cgil e le Rsu dei tre stabilimenti si dicono soddisfatti dopo il vertice in Regione. Cercare in ogni modo di mantenere i posti di lavoro e garantire gli ammortizzatori sociali ai lavoratori (sono a rischio 150 dipendenti) è l’obiettivo dei sindacati: «L’incontro in Regione è stato importante per dare una giusta visibilità ad una vertenza complessa – dichiarano Simone Tesi e le Rsu aziendali – la crisi è frutto di scelte profondamente sbagliate sul versante finanziario e commerciale, che minano alla base quello che è il corpo industriale e produttivo dell’azienda, che presenta potenzialità che devono essere sfruttate in modo da recuperare ciò che si è perso e rendere profittevole ciò che fino a oggi ha prodotto solo perdite». I sindacati puntano il dito contro le «scelte e le strategie fallimentari che inseguivano la logica della ricerca dell’incremento del fatturato a tutti i costi, poiché era scattata la trappola degli accordi di rifinanziamento del debito che facevano pesare sull’azienda l’obbligo di rispettare i parametri finanziari imposti, oltre all’aggravio di ipoteche e fideiussioni. Così facendo, si è portato l’azienda sull’orlo del baratro, rovinando ciò che è ancora buono. È per questo che non convince la tesi per la quale l’azienda andrebbe riposizionata, da subito, prevedendo l’interruzione dell’attività legata alla produzione dei piegati, con l’immediata riduzione di una parte importante dei posti di lavoro. Significherebbe rinunciare a una parte del valore aziendale che potrebbe essere recuperata e resa profittevole, col risultato anche di poter rafforzare il concordato e aumentare la soddisfazione dei creditori».
Il percorso per il sindacato è quello del «concordato in continuità al quale dobbiamo essere sempre ammessi», e viene chiesto di «garantire una continuità vera che salvaguardi l’attività e i livelli occupazionali, tramite un piano industriale che guardi concretamente a questi obiettivi e renda possibile il ricorso agli ammortizzatori sociali conservativi, in modo tale da supportare lo sforzo industriale con strumenti di sostegno al reddito che sgraverebbero l’azienda di quei costi, lasciandola libera di provarci».
Sul confronto arriva un ringraziamento alle istituzioni, e viene definita utile «la presenza del pre-commissario che incontravamo per la prima volta. Auspichiamo che la nostra voce e le nostre richieste arrivino al tribunale nel quale confidiamo di potere trovare un orecchio di ascolto attento, vista la sensibilità sempre dimostrata alle ricadute occupazionali di qualsiasi vertenza passata sul suo tavolo».
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