Sicurezza
Dopo cinque anni Cerasomma riapre la sua chiesa
Chiusa dal maggio 2013 per i danni provocati dal terremoto da domenica torna a essere il punto di riferimento dei fedeli
LUCCA. Una grande festa per celebrare, non solo la messa della domenica delle Palme, ma anche la riapertura della chiesa di Cerasomma dopo una pausa durata ben cinque anni, serviti a completare i lavori di ristrutturazione a seguito del terremoto. L’appuntamento con i fedeli è per domenica alle 15,30: un’occasione di ritrovo fisico e spirituale in cui, ufficialmente, il paese si riapproprierà di uno degli edifici simbolo della comunità. Una notizia, quella della riapertura imminente della chiesa, accolta con gioia e partecipazione da tutti i paesani, tanto che, da alcuni giorni, in gruppi nutriti, si ritrovano nella struttura, muniti di stracci e aspiratori, per ripulirla dalla polvere, dai calcinacci e da quanto rimasto dopo la conclusione delle operazioni di recupero.
Era il 13 maggio 2013 quando alcune scosse di terremoto, di magnitudo fra 2.3 e 2.5 della scala Richter con epicentro fra Lucca e Pisa costrinsero le autorità a chiudere la parrocchia di Cerasomma dopo un sopralluogo. A creare i problemi più gravi, la seconda scossa con epicentro a Nozzano Castello, avvertita in tutto l’Oltreserchio e perfino in centro storico a Lucca. Ad allertare i vigili del fuoco per la caduta di alcuni calcinacci dalla chiesa di Cerasomma furono proprio i residenti, preoccupati per la stabilità dell’edificio. Dopo alcune verifiche, si rese necessario bloccare ogni attività nella struttura che, già prima del terremoto, presentava alcune criticità evidenti. Il complesso, infatti, appariva già interessato da crepe nei muri interni e sulla facciata per le quali sarebbe stato comunque indispensabile un intervento e, l’evento sismico, anche se di grado non elevato, non aveva fatto altro che accentuare i danni e la pericolosità.
Allora il parroco era don Piero Raffaelli, scomparso nell’estate del 2016 all’età di 75 anni, senza purtroppo poter celebrare la messa un’ultima volta nella sua chiesa di Cerasomma. Un compito, quello di salire sull’altare e, da domenica prossima, riunire la comunità di fedeli nella chiesa di San Pietro Apostolo, assunto da don Andrea Buchignani, nominato successore di don Piero Raffaelli circa un anno e mezzo fa. Dal momento del suo arrivo, per i tempi tecnici dei lavori – realizzati anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio – però don Andrea non ha ancora mai avuto occasione di parlare dal pulpito della chiesa di Cerasomma. Ricevuto l’incarico, infatti, il sacerdote ha da subito dovuto fare i conti con i disagi legati ai lavori e all’impossibilità di accedere alla struttura.
Trattandosi dell’unica chiesa parrocchiale nella frazione di Cerasomma, negli ultimi cinque anni, le celebrazioni erano state trasferite nella saletta della canonica. Un luogo scelto anche in ragione della vicinanza con la chiesa, perché facilmente raggiungibile dalle persone più anziane. I problemi maggiori si presentavano però in occasione dei funerali, per i quali era necessario spostarsi nella chiesa di Montuolo. Ma, da domenica prossima, tutto questo sarà solo un ricordo e la chiesa di Cerasomma potrà tornare ad essere il punto di riferimento di tanti fedeli.
L’edificio attuale è un rifacimento del 1750 a croce latina con copertura a volta, realizzato a partire da una struttura risalente al periodo romanico, costituita da una navata e con abside a oriente. Questa fu poi ampliata, rialzata e orientata in senso inverso nel corso dei secoli, fino a ottenere una costruzione come noi la conosciamo oggi. «Siamo felici di poterci finalmente lasciare alle spalle i disagi e rimettere piede nella chiesa di Cerasomma per la domenica delle Palme – conclude don Andrea - Sarà una doppia occasione di festa».
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