Il Tirreno

Lucca

Pubblico di ogni età e successo per “Pia”

di GABRIELE CALABRESE
Pubblico di ogni età e successo per “Pia”

L’opera di Donizetti al Giglio dopo 181 anni Il teatro era gremito: molti anche gli stranieri

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Un successo la rappresentazione al Teatro del Giglio dell’opera donizettiana !Pia de’ Tolomei”, che mancava dal palcoscenico lucchese da ben 181 anni. Regia di Andrea Cigni, direttore d’orchestra Christopher Franklin: la risposta del pubblico che ha gremito platea e palchetti del teatro, è stata molto positiva. Tra i pubblico anche Gabriele Calabrese, guida turistica di Lucca.

di GABRIELE CALABRESE

Potrei definirmi un figlio d'arte. Mio padre e mio zio, Leonardo Monreale e Franco Calabrese, sono stati due cantanti lirici lucchesi che hanno calcato i palcoscenici dei più famosi teatri lirici europei e mondiali. Tuttavia, pur avendo respirato quell'aria fin dalla nascita, non sono un melomane e tanto meno un critico musicale. Comunque sia, sabato sera la mia amica Veronica, lei si grande appassionata d'opera, mi ha invitato ad assistere alla “Pia de' Tolomei” di Gaetano Donizetti al Teatro del Giglio di Lucca. La mia curiosità è stata subito forte. Sono un operatore turistico e sto mettendo a punto in questi giorni un tour che ha come tema proprio la musica a Lucca e i suoi musicisti. Una ghiotta occasione, quindi, per verificare di persona non tanto qualità e capacità dei cantanti, quanto invece la tipologia e l'interesse del pubblico nei confronti di una spettacolo non certo di cassetta. Anzi, a detta della mia esperta amica, la Pia è fra le opere meno rappresentate del repertorio donizettiano; ma proprio per questo, di assoluto interesse per un pubblico attento e curioso delle novità.

In realtà, per Lucca non è una prima assoluta. Nel 1837 il Teatro del Giglio la propose per la prima volta al sofisticato ed esigente orecchio del pubblico lucchese. Furono coraggiosi sia gli impresari che Donizetti a proporla dopo il fiasco di Venezia di pochi mesi prima. E coraggioso è stato il Giglio a riproporla dopo tanto tempo sullo stesso palco.

Curioso, mi sono seduto nel palchetto numero uno del terzo ordine, quello vicino al palcoscenico e sopra la buca dell'orchestra. Una posizione privilegiata per un osservatore di pubblico. Proprio sotto di me il Maestro Giacomo Puccini poteva controllare con un solo sguardo orchestra, cantanti e, sopratutto, la reazione del pubblico. È da qui che mi sono goduto lo spettacolo di questo piccolo gioiello, il Teatro del Giglio, in grado di suscitare ancora forti emozioni.

Sin dall'ingresso a teatro non mi è sfuggita la presenza di molti stranieri come francesi, inglesi e tedeschi ed anche di italiani provenienti da diverse città. Si respirava piacevolmente un'aria certo non provinciale. Fra l'attento pubblico locale ho riconosciuto cantanti, appassionati del settore e autorità. Ciò però che mi ha ancor più favorevolmente colpito è stata la presenza di tanti giovani; un importante indicatore di come l'arte del bel canto italiano non sia lettera morta, ma sia invece ancora capace di suscitare emozioni nelle nuove generazioni. Al termine dello spettacolo, gli scroscianti applausi ne hanno sancito il successo.

Subito dopo, sulla piazza antistante il teatro, la mia innata curiosità mi ha portato ad ascoltare i commenti dei piccoli gruppi dei più appassionati. È questo il vero momento in cui emergono le passioni di chi, con forte senso critico, esalta o affonda interpreti e registi di uno spettacolo.

Anche questo è il teatro. Il pubblico al Teatro del Giglio e a Lucca c'è, e proposte innovative e di qualità ne garantiranno certamente una presenza in costante crescita.

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