Il dolore
Sos buche in tutta la città Strade come un colabrodo
Viaggio lungo la circonvallazione dove l’asfalto mostra chiari segni di cedimento Tra le zone più critiche quella di porta Elisa, viale Gaetano Luporini e via Gramsci
LUCCA. Certo, per fortuna non esiste il caso delle “crepe-killer” come a Roma, dove in continuazione si aprono crateri lunari che inghiottono autovetture ma fatto sta che anche a Lucca il manto stradale, soprattutto al di fuori della cinta muraria, tanto bene non se la passa.
I segni più evidenti del dissesto che caratterizza l'asfalto cittadino si notano appena usciti da Porta Elisa, dirigendosi verso lo stadio: al primo attraversamento pedonale di fronte al negozio di articoli per bambini, il bitume dà subito segni evidenti di cedimento; proprio dove s'incontrano le strisce pedonali infatti, le macchine che transitano sobbalzano, e i conducenti, spesso, sono obbligati a rallentare, anche in assenza di pedoni.
Continuando sul viale Guglielmo Marconi, e svoltando in via dello Stadio le buche continuano, ma sono, in una certa maniera, accettabili. Dietro però, in via Gramsci, dove si affaccia la gradinata del Porta Elisa, la situazione torna a farsi pericolosa: quando ci si immette dalla piccola rotonda che porta anche al passaggio a livello di San Vito, compaiono immediatamente un paio di voragini e per scansarle, chi è alla guida, deve compiere quella che è a tutti gli effetti una vera gimkana.
La “simulazione rallistica” continua anche appena usciti dal perimetro che comprende la casa della Lucchese: appena si svolta a destra, in via dell'Ospedale, nel piccolo parcheggio di fronte all'istituto superiore Carrara, una sequenza di pozzanghere camuffano all'apparenza le crepe che si nascondono sotto il livello dell'acqua. Da vicino invece, i crateri vengono smascherati, tanto che, chi vuole parcheggiare, deve procedere a velocità minima per non correre il rischio di rovinare l'auto.
La pioggia, incessante di quest'ultimo periodo, non ha dato certo una mano: in alcuni tratti infatti, il bitume che era stato steso non ha retto, e le buche sono riemerse.
Dalla rotonda di porta Santa Maria, verso le Tagliate, su via Barsanti e Matteucci sono evidenti i segni di come il catrame si sia sfaldato, messo a dura prova anche dal passaggio continuo degli autoarticolati, spesso ritenuti responsabili dell'irrobustimento del traffico intorno alle Mura. Alcuni avvallamenti riaffiorati, e presenti in via Lazzaro Papi sono la scomoda eredità lasciata in dono dai Tir: la depressione stradale è continua per lunghi tratti, fino all'altezza di piazzale Verdi. Alcune buche poi sono disseminate in prossimità della rotonda, ai piedi del Viale Europa. Da qui facciamo una piccola deviazione sulla destra, diretti verso il quartiere Sant'Anna. Dopo aver attraversato il viale Idelfonso Nieri, “paziente” che si presenta tutto sommato in condizioni stabili, ci imbattiamo in quello che è uno dei veri “malati gravi” della viabilità cittadina, il viale Gaetano Luporini: una lunga striscia di asfalto in cui i rattoppi hanno spesso ceduto e, ai bordi martoriati della strada, svettano una serie continua di crepacci, adesso stracolmi di pioggia.
Oltre quindi al rischio di venir travolto per l'assenza di marciapiede, il pedone che si ritrova a dover percorrere il viale, deve anche stare attento a evitare gli schizzi d’acqua sollevati dalle vetture che viaggiano a velocità sostenuta. Il nostro viaggio termina di fronte alla stazione, sul viale Regina Margherita: anche il tratto di strada in cui si trova l'attraversamento principe che conduce i turisti nel cuore di Lucca è ridotto a un colabrodo: schiacciato com'è dal transito perenne di automobili, autobus, e mezzi pesanti.
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