Sicurezza
Società della salute, i Comuni della Piana ora ci pensano
Si cercano nuovi strumenti per contare di più davanti all’Asl Possibile la creazione del consorzio per gestire sanità e sociale
LUCCA. Nel futuro della sanità lucchese potrebbe esserci la Società della salute. Uno strumento previsto dalle normative regionali ormai da molti anni, ma che da noi si è sempre scontrata contro il “muro” eretto dai comuni a guida centrodestra, a partire dalla giunta Favilla a Lucca. Ora, però, i tempi sono cambiati. E le amministrazioni della Piana stanno ragionando su come poter rispondere alle sempre crescenti richieste in campo sanitario e sociale. Con un ospedale sempre più per acuti, e che si sta dimostrando sottodimensionato rispetto alle esigenze di una popolazione che sta invecchiando, servono infatti soluzioni che non siano strettamente sanitarie, ma che si incrociano con il sociale. Ne sono un esempio l’assistenza domiciliare o le Rsa.
Al momento Comuni e Asl sono interlocutori separati. E non sempre le richieste delle amministrazioni sono soddisfatte dall’azienda. Soprattutto dopo la creazione della maxiAsl, che ha allontanato da Lucca la “testa” della struttura e ha di fatto cancellato la conferenza dei sindaci.
Nella Società della salute, invece, Comuni e Asl stanno dentro lo stesso soggetto e decidono insieme. Il nuovo organismo gestirebbe sia l’assistenza sanitaria territoriale che gli aspetti sociale che i Comuni le affiderebbero. Secondo la normativa regionale, la società è formata dall’assemblea che comprende il direttore generale dell’Asl e i sindaci (o loro delegati) e ha come braccio operativo il direttore, che coincide con il responsabile della zona-distretto.
Il ragionamento fra i sindaci è in divenire e ancora non ci si vuole sbilanciare. Il primo cittadino di Lucca Alessandro Tambellini spiega che «c’è bisogno di un’unità complessiva delle amministrazione. Per questo c’è lo strumento della convenzione con l’Asl alla quale dare vita. Oppure ci possono essere altre strade. Ma che ci debba essere tra noi un’unitarietà che ci garantisca un certo peso negoziale, è obiettivo condiviso. Anche perché questo può portare ad avere servizi standard e omogenei su tutto il nostro territorio».
Converge su questi obiettivi anche il sindaco di Capannori Luca Menesini: «Serve un livello di cooperazione maggiore fra i Comuni e le Asl. Perché il sistema così come è oggi ha dimostrato di non funzionare. Serve uno strumento che possa anche semplificare il sistema, attraverso il quale il cittadino possa ricevere gli stessi servizi ovunque si rivolga. E che possa garantire anche economie di scala».
La Società della salute potrebbe avere un banco di prova importante: la gestione del Campo di Marte che, come ricorda Tambellini «può essere il luogo del sociosanitario». Ancor più adesso, con l’Asl che si prepara a mantenere la gestione di circa la metà del vecchio ospedale, in attesa delle nuove funzioni nell’altra metà.
Proprio a questo proposito Tambellini risponde anche ci comitati: «Quella di Firenze è stata una riunione interlocutoria. Noi vogliamo avere un colloquio con la città nella sua interezza, con tutte le espressioni che comprende. Ma non dobbiamo dimenticare che sul Campo di Marte serve un disegno complessivo che si tenga».
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