Sicurezza
Ucciso da un'auto pirata, la famiglia di Andrea: "Ora è tardi per chiedere scusa"
Lucca: la risposta dei parenti del giovane travolto e ucciso in Darsena al pirata della strada
LUCCA. «Se aveva intenzione di scusarsi poteva farlo subito dopo l’incidente. Ora non ha più senso, è solo una mossa per rabbonire l’opinione pubblica in vista del processo». Non usa mezzi termini Cristiana Francesconi, avvocata della famiglia Lucchesi. Si fa portavoce della rabbia dei suoi assistiti, due genitori, Mario e Fiorella, dilaniati dal dolore e delusi dalla giustizia. Poco più di un mese fa hanno perso il loro figlio Andrea, appena ventunennne: è stato travolto da un’auto mentre insieme a un amico, Fabio Biagini, rimasto ferito nell’impatto, stava camminando sulla Darsena a Viareggio dopo una serata trascorsa in un locale. Alla guida della macchina c’era un ragazzo di 25 anni di Torre del Lago, Anthony Caturano, e con lui a bordo altri tre coetanei: dopo l’impatto sono scappati senza guardarsi indietro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.16602587:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/muore-a-21-anni-travolto-da-un-auto-pirata/96826/98394]]
L’alcoltest e l’esame tossicologico hanno stabilito che Caturano era ubriaco e che aveva fatto uso di stupefacenti. Agli arresti domiciliari già a 48 ore dall’incidente, ora, dopo 30 giorni esatti dalla tragedia, il gip ha stabilito che può tornare a fare il suo lavoro: è accusato di omicidio stradale e lesioni gravissime mentre gli altri tre giovani sono tutti indagati per omissione di soccorso. «La famiglia è molto amareggiata - spiega l’avvocata - perché secondo noi la giustizia non ha tenuto conto della gravità della situazione. Non dimentichiamoci che se non ci fossero stati gli altri amici anche Fabio Biagini poteva morire visto che Caturano è scappato subito dopo l’impatto e questa è una cosa gravissima. In un mese dubito che abbia capito la gravità di quello che è successo».
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.16597928:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2018/03/16/news/investi-e-uccise-un-giovane-e-poi-fuggi-ora-puo-tornare-a-lavorare-1.16597928]]
Una decisione quella del giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Pezzuti, arrivata dopo l’istanza di riduzione della misura cautelare da parte dell’avvocato che difende Anthony Caturano, Fabrizio Miracolo. Istanza basata sulla perizia psichiatrica della dottoressa Liliana Dell’Osso secondo la quale il venticinquenne era pronto per tornare al suo lavoro.
«Abbiamo saputo che Caturano sarebbe intenzionato - spiega Francesconi - a inviare una lettera di scuse alla famiglia di Andrea ma la famiglia non le accetta. Ora vogliono solo giustizia, fino in fondo. Capisco che quella sera non abbia preso la macchina con l’intenzione di uccidere qualcuno ma come è stato uomo per guidare ubriaco doveva essere uomo il giorno dopo e presentarsi dalla famiglia Lucchesi per scusarsi. Farlo adesso non ha più alcun senso, è solo una mossa strumentale per il processo». Stando a quanto risulta all’avvocata, né Caturano o i suoi familiari né gli altri ragazzi che erano con lui in quella Lancia Y impazzita si sono mai fatti sentire con i genitori di Andrea Lucchesi e nemmeno con quelli di Fabio Biagini. «Il gesto della fuga è inaccettabile - aggiunge Francesconi - né Caturano né i ragazzi che erano in macchina con lui si sono fatti alcuno scrupolo. È sbagliato continuare a proteggere chi si comporta in questo modo. Caturano stando a quanto prevede il codice rischia fino a 18 anni e noi ci auguriamo che la condanna sia severissima». Ma per il processo ci sarà ancora da aspettare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
