Sicurezza
I farmaci inutilizzati raccolti per essere distribuiti ai poveri
I medicinali non scaduti verranno ritirati in sei farmacie Sette enti si occuperanno di farli avere a chi ha bisogno
LUCCA. La vita di un farmaco non finisce in un cassetto, nemmeno se non ci serve più. Parte ufficialmente a Lucca, prima città in Toscana e ottava in Italia, il progetto Recupero farmaci validi non scaduti (Rfv). Un’iniziativa a cui hanno aderito la farmacia Novelli, la Comunale 24h, la Sant’Anna, la Landi, la Angeli e la Lunardi, realizzata in collaborazione con il Comune di Lucca, Farmalucca, Farmacie Comunali, Ordine dei farmacisti di Lucca, Sistema Ambiente e Azienda Usl Toscana Nord Ovest. «Un progetto – afferma Sergio Daniotti, presidente Fondazione Banco Farmaceutico onlus – per dare la possibilità alle persone di non gettare i farmaci non scaduti e in confezioni chiuse che si trovano in casa. Spesso, infatti, i clienti si rivolgono ai farmacisti chiedendo come fare per non doverli buttare via». Da una parte, quindi, una richiesta del cittadino, e, dall’altra, la volontà di non sprecare a fronte delle necessità delle fasce più povere della popolazione. Fino a poco tempo fa però ridistribuire i farmaci inutilizzati non era possibile, almeno prima della legge Gadda approvata nel 2016 e poi modificata nella finanziaria del 2018 che ha lo scopo di recuperare le eccedenze alimentari e farmaceutiche. «Partiremo con sei farmacie, ma ci auguriamo di creare una rete sempre più ampia – spiega Salvatore Ingrosso, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Lucca – Ognuna disporrà di un contenitore in cui, sotto la supervisione dei farmacisti e senza libero accesso del cliente, verranno inseriti i medicinali. Questo perché verificheremo ogni volta la scadenza dei farmaci che dovranno avere almeno otto mesi di validità e essere in confezioni integre».
Non verranno ritirati i farmaci che devono essere conservati in frigorifero, quelli ospedalieri (fascia H) e quelli appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti. «Il farmacista timbrerà la scatola – prosegue Ingrosso – e la inserirà all’interno del contenitore bloccato che verrà svuotato solo dal responsabile dell’ente caritatevole abbinato alla farmacia». Con una cadenza mensile, saranno sette gli enti assistenziali che interverranno nel recupero: Croce Verde di Lucca, Amici del cuore di Lucca, Caritas di Lucca, Fraternita di Misericordia e Gruppo Frates Corsagna, Gruppo volontari accoglienza, Ketuko Italia onlus, Sovrano militare ordine di Malta.
Una volta ritirate, le confezioni verranno stoccate in armadietti idonei e i nomi dei farmaci inseriti in un database online. «Un registro collettivo – aggiunge la presidentessa di Caritas Lucca, Donatella Turri – per avvantaggiare uno scambio di farmaci a seconda delle richieste, in attesa che i medicinali vengano, di volta in volta, dispensati dai volontari a chi ne avrà bisogno». Secondo una stima, come ha spiegato il sindaco Alessandro Tambellini, a Lucca ci sono quasi 100 tonnellate all’anno da smaltire per circa 150mila euro. «Un progetto di rete – conclude l’assessore Lucia Del Chiaro – che mette in comunicazione la comunità per la salute dei più fragili perché è inaccettabile che la condizione di povertà porti con sé una condizione di non cura».
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