Il dolore
Ripafratta, chiude il ponte
A un anno dalla tragedia strada off limits per almeno tre mesi
LUCCA. Lo stop al traffico scatterà dalle 10 di stamani. È da questo momento che per almeno tre mesi, sul ponte di Ripafratta, non salirà più nessuno. Né pedoni, né automobilisti. Una decisione che arriva a un anno dal terribile incidente nel quale persero la vita Marius Nicolae e Lucian e Cristian Mircea, morti annegati nella loro macchina inabissata nel Serchio. Una tragedia che ha portato – durante un iter molto complicato per arrivare alla verifica della stabilità dell’infrastruttura – i sindaci di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, e di Vecchiano, Massimiliano Angori, a firmare due ordinanze per chiudere il ponte-asse viario fra Ripafratta a Filettole. a due passi dal confine con la provincia di Lucca, che dalle 10 di oggi – passando da Pontasserchio – all’improvviso disteranno 20 minuti, se non mezz’ora.
Il provvedimento è stato caldeggiato dal sostituto procuratore della Repubblica di Pisa, Flavia Alemi, che in una lettera inviata lo scorso 26 febbraio ai Comuni, al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ai vigili del fuoco di Pisa e alla prefettura cittadina, spiegava che «dal sopralluogo recentemente eseguito dalla polizia giudiziaria è emerso che il guard rail non è stato posizionato e che le condizioni del ponte non garantiscono le condizioni di sicurezza degli utenti, i quali spesso lo attraversano a bordo delle biciclette anche con bambini al seguito».
Lunedì, sul ponte di Ripafratta, interverranno ricercatori e tecnici del dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’università di Pisa. Toccherà a loro verificare la tenuta del ponte. I lavori dureranno una decina di giorni, ma i risultati non si avranno prima di tre mesi secondo quanto comunicato dai Comuni. Per questo lasso di tempo l’infrastruttura non potrà essere utilizzata. «Il ponte è stato ricostruito nell’immediato Dopoguerra e dalle nostre indagini interne non è mai stato consegnato agli enti locali – spiega il sindaco di Vecchiano, Massimiliano Angori – ma nonostante ciò ci siamo fatti carico, responsabilmente, delle sue condizioni».
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