Il dolore
Nuova App per rendere la vita più difficile ai ladri
Presentato il nuovo strumento a disposizione dei gruppi di controllo di vicinato che debutta proprio a Lucca, dove sarà adottato in via sperimentale per un anno
LUCCA. Non è la soluzione definitiva al problema, perché nessuno ce l’ha (altrimenti non esisterebbe il problema): parte da questa premessa l’assessore Francesco Raspini. Non è una soluzione, ma però è un aiuto importante che – analisi alla mano – il problema non lo elimina, ma lo riduce sensibilmente. Il problema è quello dei furti, e lo strumento (non risolutivo ma utile) è il cosiddetto controllo di vicinato. Uno strumento già presente, in alcune zone già da 4 anni, in diverse parti del territorio lucchese, e che adesso si doterà di un nuovo mezzo per aumentarne l’efficienza.
Si tratta di una App, introdotta in via sperimentale (la prova durerà un anno) proprio a Lucca. A presentarla, oltre allo stesso Raspini, il comandante della polizia municipale di Lucca Maurizio Prima, l’ispettore responsabile del nucleo di sicurezza urbana Matteo Bartolini, Ilaria Rapetti di Simurg Ricerche (partner del Comune nel progetto), e Leonardo Campanale, presidente dell’associazione Controllo del vicinato.
È stata questa anche l’occasione per illustrare ancora una volta lo spirito che anima il Cdv, come viene indicato in sigla, un’attività mutuata da un’esperienza britannica. Come spiegato da Campanale si basa molto semplicemente sulla conoscenza del proprio ambiente di vita. Nessuno, meglio di chi ci abita, è in grado di notare nello spazio «sin dove arriva la propria vista», se c’è qualcosa che non va, questo anche in spazi privati, là dove lo sguardo di chi opera su strada, come le forze dell’ordine, non può arrivare. Per fare un esempio: una finestra aperta, a chi non è del posto, può non voler dir nulla, ma per un vicino che sa che i proprietari di quella casa sono in vacanza, quella finestra aperta assume tutto un altro significato. Ecco che, mettendo insieme un gruppo di cittadini (creando anche un aspetto relazionale non secondario), si ha uno strumento di controllo eccezionale, che può tradursi in segnalazioni qualificate alle forze dell’ordine.
Niente a che vedere, è stato ribadito, con le ronde: «Perché il “rondista” perde la capacità di osservazione nel momento stesso in cui è in un contesto diverso dal suo».
Quindi la App sviluppata dal Comune e dall’assocazione controllo del vicinato. Una App per smartphone chiamata CDV -Lucca, suddivisa in 6 aree tematiche. C’è quella dei “Gruppi Cdv”, in cui si spiega il funzionamento del controllo di vicinato, la loro presenza in Italia, e dove si può aderire a quelli già esistenti o fondarne (quando ci sarà un numero adeguato di interessati per quella zona) uno nuovo. C’è poi l’area “Alert & news”, per fare segnalazioni sulla sicureza, ma anche su situazioni di degrado ambientale (che, come spiegato, non è un tema scollegato da quello della sicurezza, anzi). C’è poi il capitolo “Casa sicura”, con consigli per rendere più sicura la propria abitazione. Presente poi lo spazio “Contatti”, con tutti i riferimenti e le modalità per comunicare con gli uffici comunali dedicati alla sicurezza. Quindi le voci “Associazioni” (in cui si spiegano l’attività, la storia, gli scopi del controllo di vicinato) e “Formazione”, dedicato, appunto, alla formazione di chi, con ruoli diversi (semplice aderente, coordinatore di gruppo, volontari nazionali ) partecipa all’attività del Controllo.
Luigi Spinosi
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