Sicurezza
Kme, possibile il premio di risultato per i lavoratori
L’azienda ha illustrato i risultati ai sindacati Braccini (Fiom): lavorare per nuovi ammortizzatori
BARGA. Dopo anni di sacrifici e risultati negativi, per la prima volta ritorna possibile un premio di risultato per il lavori di Kme. Ma - nello stesso momento - i sindacati chiedono all’azienda la presentazione di un piano industriale che porti a un prolungamento degli ammortizzatori sociali che termineranno a settembre.
Questo sono i punti salienti emersi ieri a Firenze dove si è riunito il coordinamento nazionale del gruppo Kme Italy; hanno partecipato i vertici aziendali, i coordinatori Nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, le Rsu e le organizzazioni sindacali provinciali di Lucca, Firenze e Serravalle Scrivia.
«È stato illustrato - spiega Giacomo Saisi della Uilm - l’andamento dell’anno passato e i piani industriali futuri del gruppo. Dopo anni di sofferenze e sacrifici da parte dei lavoratori che a, partire dal 2013 ad oggi, hanno rinunciato a tutta la parte variabile del salario, finalmente l'anno che si è chiuso ha fatto registrare un ritorno dell'Ebitda su valori accettabili che riporterà ad erogare una piccola parte di premio di risultato. Chiaramente non saranno grosse cifre ma il risultato raggiunto va visto come un segnale positivo che è servito ha riportare in equilibrio i conti del Gruppo a dimostrazione che le scelte fatte e la strada intrapresa con gli accordi del 2016, se pur dolorosa, si è rivelata quella giusta».
C’è, però, l’altra faccia della medaglia, sintetizzata da Massimo Braccini della Fiom: «Il sindacato ha evidenziato che permangono criticità e che si è ancora in una fase delicata e di crisi in tutto il gruppo. L’azienda ha dichiarato di voler presentare in tempi brevi un piano di rilancio complessivo anche di fronte al ministero dello sviluppo economico, così come richiesto dalle organizzazioni sindacali. Emerge comunque la necessità di dover utilizzare ulteriori ammortizzatori sociali anche a seguito della scadenza dell’accordo sindacale che garantiva i livelli occupazionali fino a settembre 2018, ben sapendo che la legislazione non prevede proroghe, sarà dunque necessario un intervento straordinario. Per cercare di avere risposte positive riguardo ad ulteriori ammortizzatori sociali, determinante sarà il piano industriale e gli investimenti che la Kme saprà definire».
Sulla questione del pirogassificatore, Saisi sostiene che il progetto è «molto importante per il futuro dello stabilimento. Riuscire a ridurre i costi energetici sarebbe linfa vitale per uno stabilimento considerato 'energivoro' e significherebbe restituirgli competitività che gli consentirebbe di andare a riprendersi clienti persi nel tempo a causa dei prezzi non competitivi e ad aggredire nuovi mercati, quello tedesco in primis. Soprattutto permetterebbe di ritornare alla piena occupazione dello stabilimento. Come altrettanto importante consideriamo la possibile riapertura del Centro ricerche destinato alla ricerca sull'economia circolare che porterebbe nuovi posti di lavoro e rilancerebbe commercialmente tutto il territorio».
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