Il Tirreno

Lucca

Rimborso di 25 euro se l’esame è in ritardo: ma nessuno lo chiede

Una visita specialistica
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Una visita specialistica

A Lucca soltanto pochissime persone hanno ottenuto il risarcimento previsto dalla regione anche per sette visite specialistiche

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LUCCA. In pochi lo sanno e in pochissimi ne hanno usufruito. L’obbligo che le Asl hanno di garantire alcune visite ed esami specialistici entro un periodo predefinito, a pena di rimborsare il cittadino con 25 euro, è di fatto rimasto sulla carta delle delibere che l’hanno istituito. Nel territorio dell’ex Asl 2 di Lucca l’anno scorso solo tre persone hanno ottenuto i 25 euro. Numero da considerare approssimato per difetto, visto che in molti casi, quando viene chiesto il rimborso, si cerca di “rimediare” con una nuova prenotazione, anche utilizzando il cosiddetto “Cup 2.0”.

Si rimane comunque, su numeri incomparabili rispetto alle visite specialistiche effettuate ogni anno (circo 80.000). Il motivo? semplicemente, la scarsa informazione che viene data al cittadino su quello che è un suo diritto. . Per il cittadino no. «La delibera di giunta 143 del 2006 - informa con una nota la Regione, a cui Il Tirreno ha domandato se crede di aver pubblicizzato abbastanza la delibera, senza ottenere risposta- ha introdotto questa possibilità per il cittadino identificando quali prestazioni rientravano nella fattispecie». E si tratta delle prime visite per le specialità: cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorinolaringoiatria. Entro quindici giorni, si legge nella delibera regionale del 2006, «il diritto dell’utente di effettuare una delle visite deve essere soddisfatto in almeno un punto di offerta, ospedaliero o territoriale, pubblico i privato accreditato, compresa l’azienda ospedaliera universitaria ubicata nel proprio territorio, in qualsiasi zona-distretto in cui è suddiviso il territorio di competenza aziendale». Per le ecografie e le radiografie, invece, il tempo massimo entro cui un cittadino deve avere l’appuntamento è di trenta giorni. In caso contrario, l’azienda dovrà risarcire l’utente.

Va detto che la normativa prevede che il risarcimento avvenga (solo per le prime visite) quando non ci sia possibilità di una prestazione nei tempi corretti su tutti i presidi aziendali. Questo significa che, con la maxiasl Toscana Nord Ovest, la visita o l’esame può essere concesso dalla Lunigiana fino all’Isola d’Elba. Le possibilità che non ci sia neanche una prestazione nei tempi di legge in nessun presidio aziendale diminuiscono ma beffardamente non diminuisce il disagio per l’utenza (e il disservizio) visto che andare a Fivizzano o a Portoferraio per un’ecografia può risultare a molti impossibile oltreché scomodo. Nonostante l’ampiezza del territorio tuttavia moltissime prestazioni sono ancora ben oltre il limite dei 15 giorni per le visite e dei 30 per le ecografie e le radiografie e dunque restano potenzialmente risarcibili.

Nell’ambito della riorganizzazione della macro-Asl, informa l’azienda, «stiamo cercando di uniformare il sistema per la richiesta di risarcimento e sicuramente si andrà verso una semplificazione».

L’importante, aspettando questa semplificazione. è arrivare allo sportello informati e davanti a tempi fuori norma chiedere di compilare immediatamente il modulo di rimborso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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