Il Tirreno

Lucca

Gesam, ultimo round verso la scissione

Gesam, ultimo round verso la scissione

Il Comune chiude il contratto Calore e sborsa un milione

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LUCCA. Con un atto definitivo, approvato nel corso dell’ultima riunione della giunta comunale, l’amministrazione chiude il contratto Calore con Gesam Energia: atto da una parte obbligato, visto che il contratto era scaduto il 31 ottobre 2017 e non ne esistevano proroghe legali, dall’altra funzionale all’obiettivo di giungere alla scissione della società. A conti fatti, il Comune dovrà saldare Gesam Energia con un esborso di 1.012. 685 euro che verrà rateizzato in dieci annualità di pari importo. «Entro il mese di aprile - anticipa Giovanni Lemucchi, vice sindaco con delega alle partecipate - saremo in grado portare in consiglio la seconda delibera per la definizione del concambio per la scissione».

Con il contratto denominato “Calore” nel 2002 il Comune affidò a Gesam spa (a cui poi subentrò Gesam Energia spa) la gestione completa degli impianti a servizio degli immobili di proprietà comunale, in particolare quelli di riscaldamento, termici, di produzione di acqua calda sanitaria e di refrigerazione collegati alla stessa rete di distribuzione. Il contratto partì il primo novembre 2002 con una scadenza prevista il 31 ottobre 2017. Nel 2012, poco prima delle elezioni amministrative, l’allora amministrazione guidata dal sindaco Mauro Favilla con una delibera (la numero 94) aveva disposto la proroga del contratto Calore, allineandola a quella del contratto Sinergo, sempre sottoscritto fra Comune e Gesam Energia (ad agosto 2010), relativo alla gestione della pubblica amministrazione e con scadenza nel 2039. A quella delibera di giunta però non fece seguito alcuna determina dirigenziale. «Da una verifica fatta dagli uffici e da pareri legali che abbiamo richiesto in proposito - spiega oggi Lemucchi - è emerso che quella delibera di giunta non era sufficiente a modificare la scadenza del contratto Calore, perché si tratta di un contratto pubblico, non privato». Il contratto per il riscaldamento di edifici pubblici e scuole quindi è scaduto a ottobre 2017.

Per chiuderlo, si è dovuto procedere a una compensazione di partite aperte fra Comune e Gesam Energia spa. Quest’ultima avrebbe dovuto fare investimenti sugli impianti esistenti regolati dal contratto Calore per 3,7 milioni: al 31 ottobre 2017 è stato riscontrato che Gesam doveva restituire al Comune 609.094 euro (i soldi non spesi negli investimenti). Da parte sua il Comune ha dovuto ricomputare le quote di ammortamento previste per il contratto Calore: dall’epoca della delibera 94 del 2012, considerando un allineamento con Sinergo (e quindi una scadenza al 2039) aveva accantonato 55.000 euro annui invece di 259.271. Così per sette annualità sono spuntate quote di 204.271 euro da versare, per un totale di 1.429.897 euro, a cui si sono aggiunte spese di manutenzione straordinaria degli impianti sostenute da Gesam Energia nel 2017 per 191.882 euro. Il Comune avrebbe così dovuto pagare a Gesam Energia 1.621.779 euro, meno i 609.094 che gli doveva la società: da qui l’ammontare dell’esborso, poi rateizzato, di 1.012.685 euro. Gesam Energia continuerà a fornire il servizio di riscaldamento anche in attesa di ridefinire il contratto. Lo farà, come stabilito, a un prezzo inferiore di almeno il 3% in meno rispetto ai migliori corrispettivi Consip, società del ministero delle Finanze che definisce i prezzi medi di acquisto di beni e servizi per le pubbliche amministrazioni.

Barbara Antoni

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