Sicurezza
Ladro solitario ruba anche il pesce
Colpo notturno al “Mercatino” a Sant’Anna: l’uomo ha sfondato la vetrata. Ingenti i danni e il bottino: 60.000 euro
LUCCA. Una cassa di pesce e anche un vassoio di brioche, casomai gli venisse voglia di fare uno spuntino, nel cuore della notte. O forse la refurtiva gli sarà parsa poca, perchè oltre ai soldi - 500 euro in contanti e qualche blister per le monete, più 600 euro di buoni pasto già timbrati, e quindi non utilizzabili -, il ladro che intorno alle 1.30 di venerdì sera si è introdotto nei locali del Mercatino del Pesce sul viale Puccini a Sant’Anna, ha deciso infatti di “arrotondare” il bottino con 5 kg di ombrine e un cabaret di pasticcini, messi da parte per i clienti dai titolari, la signora Alessandra Verdigi e il marito Roberto Leoni.
I fatti. Dalla parte che affaccia su via Sarzanese, il locale dispone di una veranda con alcuni tavoli: qui il malvivente, coperto da un passamontagna, come ripreso dal sistema di videosorveglianza (tre le telecamere: una esterna che inquadra il parcheggio di fronte, la seconda puntata sulla cella frigorifero e un'altra dritta sulla cassa) passata da un po' la mezzanotte, ha squarciato la protezione di plastica, molto probabilmente con un trincetto, e si è fatto largo all'interno. Di fronte a sè, a quel punto, due opzioni: fracassare la porta a vetri che introduce nella sala centrale, o forzare la porta che corre giù fino alle celle frigorifero. Ha scelto la via più complicata, la prima: la porta infatti che divide le due sale è protetta da un doppio vetro ed è riuscito sì ad incrinarla, senza tuttavia romperla. Ha ripiegato quindi sulle scale, e dopo aver divelto l'inferriata che separa i due piani, ha forzato una porta e si è ritrovato di fronte ai locali per la congelazione. Una volta aperta l'anticella (lo spazio di fronte alla cella in cui si stoccano i prodotti di immediato utilizzo), di fronte al ladro gli si è parato davanti quello che deve aver considerato un vero e proprio bendidìo: dolci, casse di frutta e verdura e del pesce, pronto per l'indomani. Ha scelto le ombrine, allettato forse dal valore economico (150 euro) e qualche bignè, magari per farci colazione. Uscito, ha lasciato la porta aperta, mandando in malora quasi 1200 euro di materiale. Non pago, si è recato negli uffici, sempre al piano terra: ha buttato all'aria fatture e documenti contabili, in cerca di denaro o preziosi, che lì non vengono lasciati. Dopo aver messo a soqquadro i locali al piano inferiore, ha risalito l'altra rampa di scale che dà sul salone principale: ha nuovamente aperto una cella frigo contenente altro pesce; ma questa volta ha desistito, richiudendola, e si è diretto verso la cassa. L'ha sradicata, e dopo essersi intascato quasi 500 euro e qualche spicciolo, oltre ad un mazzo di buoni mensa già validati, se n'è andato, allo stesso modo nel quale è arrivato: a piedi. A fare l'amara scoperta, la mattina seguente alle 6.30, il signor Leoni, orario in cui di solito prepara la pescheria per l'apertura.
Il primo furto. «Da quando abbiamo aperto, nel 1989, è la prima volta che ci entrano nel ristorante - ci spiega la signora Verdigi -: non è tanto per i soldi o per i ticket per il pranzo, ma per i danni alle strutture: una porta a vetri saltata e il malfunzionamento delle celle frigorifero: danni per 60mila euro. Sono balordi, gente che non ha niente da perdere. Servirebbero pene più severe: una volta presi, dopo due giorni sono fuori, e noi non possiamo sentirci al sicuro. Nella mia abitazione (nel pisano, ndr) hanno tentato l'irruzione già quattro volte: in un'occasione li ho visti coi miei occhi: c'è da avere veramente paura». I danni, ingenti, dovrebbero comunque essere risarciti dalla copertura assicurativa. «L'assicurazione ce l'abbiamo, e credo che dovrebbe coprire anche il furto - ci spiega il signor Leoni -: la rinnovo ogni anno, ma fino ad oggi, per fortuna, non l'avevo mai utilizzata».
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